(foto: Wolfgang Borchers via Pixabay)

La pandemia di Covid-19 avanza velocemente e gli sforzi sono concentrati a contrastare la sua rapida crescita. Siamo nello scenario 3, aveva detto il premier Giuseppe Conte solo due giorni fa, riferendosi ai quattro scenari possibili dell’epidemia in Italia, illustrati precedentemente da Wired e dettagliati dalle autorità sanitarie in un documento, dove il livello 1 è il più mite e il 4 è il più aggressivo. E già in questi giorni l’Italia, in particolare alcune regioni, potrebbero star scivolando verso lo scenario 4, l’ultimo possibile, quello più grave. In alcuni casi, infatti, si è già superato il valore di Rt pari a 1,5. Qualora il valore di Rt si fosse stabilizzato al di sopra di 1,5 entreremmo in una fase in cui l’epidemia è completamente fuori controllo e, nel caso peggiore, potrebbe scattare un lockdown generalizzato, augurandosi che questo non si verifichi.

Attualmente la notizia è circolata solo sui media e ancora non abbiamo la conferma delle autorità sanitarie con i dati aggiornati relativi della seconda metà di ottobre: non resta che attendere. Nel frattempo, però, qualcosa possiamo fare. È essenziale rispettare le misure restrittive, incluse la riduzione delle occasioni di contatto non necessarie, come indicato dalle istituzioni.

Dallo scenario 3 allo scenario 4

Stando agli ultimi dati resi noti dal ministero della Salute e relativi al periodo fino al 14 ottobre, l’Italia è in uno scenario, in cui il valore di Rt nazionale, un numero centrale durante tutta la pandemia, è compreso fra 1,25 e 1,5. In questa situazione si comincia a perdere traccia delle catene di contagio, con segnali si sovraccarico dei servizi di assistenza. Ma la situazione potrebbe essere ancora gestibile attraverso chiusure mirate e il blocco di attività sociali e ludiche, nonché delle scuole.

Oltre alle misure suggerite (di cui abbiamo parlato) se anche con le restrizioni non si riuscisse a contenere la situazione e tornare a uno scenario 2, rimanendo nel terzo per tre o più settimane, si renderebbero necessari dei lockdown locali e zone rosse temporanee, come spiega il documento del ministero e dell’Iss. La possibilità di lockdown diventa ancora più concreta qualora invece che rimanere fermi nel terzo scenario si scivoli nel quarto, in cui Rt è superiore a 1,5 e la trasmissione del virus è non solo molto sostenuta ma anche non controllata.

Lo scenario 4

In questa situazione i contagi crescono rapidamente, non si riesce più a fare il tracciamento, cioè a riconoscere l’origine dei focolai, e il sistema sanitario è in sovraccarico, con il rischio che ceda in un periodo non lungo. Inoltre nello scenario 4 “appare piuttosto improbabile riuscire a proteggere le categorie più fragili in presenza di un’epidemia caratterizzata da questi valori di trasmissibilità”, si legge nel documento. In questa situazione si può arrivare al lockdown a livello provinciale, regionale o nazionale, deciso in base ai dati locali e nazionali. In generale, le strategie per arginare l’evoluzione veloce dell’epidemia possono variare anche in base al livello di pressione dei sistemi sanitari e alla durata del periodo in cui si rimane nello scenario 4. Per esempio, soprattutto se i servizi sono carichi e la situazione perdura da almeno tre settimane, potrebbero essere adottati lockdown estesi. Anche nell’ipotesi peggiore di un lockdown generalizzato, la sua durata sarebbe comunque calibrata sull’andamento dell’epidemia, aggiustando il tiro di volta in volta in base al monitoraggio e all’aggiornamento fornito dai dati.

Chi rischia di più

Lo scenario 4 può manifestarsi sia a livello regionale – dunque singole regioni sono in una situazione critica e non tutta l’Italia – sia a livello nazionale, con un valore di Rt superiore a 1,5 in tutto il paese. Attualmente, osservando i dati già a disposizione, relativi al monitoraggio della prima metà di ottobre 2020, si rileva che alcune regioni hanno un valore di Rt sopra a 1,5. Nelle prime 2 settimane di ottobre la Valle d’Aosta registra un Rt pari a 2,37, la provincia autonoma di Bolzano pari a 1,8 e la Lombardia pari a 1,64.

Ma diverse altre regioni si avvicinano molto alla soglia di 1,5 e potrebbero averlo superato nelle ultime settimane, fra cui la Liguria, Campania, Lazio. Tutto sta nell’attendere i prossimi dati, sperando che le regioni non abbiano oltrepassato il limite dello scenario 4 e che qualora l’abbiano superato l’andamento non si sia consolidato nel tempo. Anche per questo è essenziale che tutti, autorità e istituzioni e singoli cittadini facciano il possibile per ridurre i contagi.

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