La deputata Sara Cunial, protagonista della conferenza stampa di Corvelva (foto Roberto Monaldo/LaPresse)

Che cos’è Corvelva, sigla che sta per  Coordinamento regionale Veneto per la libertà vaccinale, l’associazione NoVax che il 27 giugno terrà una conferenza stampa alla Camera dei deputati? E quali sono gli argomenti che utilizzerà per contestare l’efficacia delle vaccinazioni? Si tratta di un’associazione nata nel 1993 che si pone come obiettivo la libera scelta delle vaccinazioni. In questi anni si vanta di aver “ha gestito attivamente l’obiezione vaccinale in merito all’spetto scolastico, del Tribunale dei minori e sanzionatorio” e rivendica come un proprio successo “legge regionale [veneta, ndr] che determina la sospensione dell’obbligatorietà vaccinale per tutti i nati dal 1° gennaio 2008. Una normativa superata dal decreto Lorenzin che ha introdotto l’obbligo per dieci vaccinazioni.

Sul proprio sito, Corvelva ospita approfondimenti dedicati alla presenza di metalli pesanti, inquinanti tossici e glifosato nei vaccini, alcune delle più comuni argomentazioni NoVax. Oltre ai .pdf dei bugiardini che accompagnano alcuni vaccini in commercio. L’obiettivo, altro elemento tipico della propaganda antivaccinista, è quello di invitare le persone a leggere le possibili reazioni alla somministrazione dei vaccini. Sorvolando, ovviamente, sulla loro frequenza, che in molti casi il produttore definisce rara.

Quella di giovedì 27 giugno non sarà una prima volta per Corvelva in Parlamento. C’era stato, invitati dall’allora Movimento democratico e progressista, nell’aprile di due anni fa, quindi ancora a gennaio di quest’anno, su invito dell’allora parlamentare del Movimento 5 stelle Sara Cunial. Anche se la ministra della Salute Giulia Grillo, pure lei grillina, si era dissociata. Ora tornano a riproporsi, peraltro mentre in ospedale a Verona una bambina di dieci anni, non vaccinata, combatte contro il tetano.

La conferenza stampa vedrà la riproposizione di alcuni classici della propaganda NoVax: il rapporto Signum, che riguarda vaccini somministrati ai militari e non ai bambini, la ricerca scientifica nelle mani delle multinazionali, e ovviamente la libertà di scelta vaccinale. Oltre alla stessa onorevole Cunial, nel frattempo passata al Gruppo misto, ci sarà il vicepresidente della commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito Ivan Catalano. Anche lui eletto nei 5 stelle nel 2013, quindi passato al misto e non ricandidato. Con loro Loretta Bolgan, consulente di Corvelva, e il dottor Pier Paolo Dal Monte.

Gli argomenti, come detto, sono gli stessi che l’associazione ribadisce da tempo. Una ripetizione che però non ne rende più solide le basi scientifiche. Intanto il rapporto Signum, che si occupava tra le altre cose di eventi avversi ai vaccini riscontrati nella popolazione militare. Nello specifico, vennero riscontrati “danni al dna (alterazioni ossidative) a causa delle somministrazioni multiple di vaccini, in particolare quelle con più di cinque vaccini insieme”, si legge nel testo.

Documento che precisa anche che il fenomeno è stato significativo per la sola popolazione geneticamente suscettibile, che corrisponde a circa il 4% del campione esaminato. Inoltre aggiunge che l’effetto finale è dovuto anche “al carico funzionale indotto nel linfocita rispettivamente dall’attività psico-fisica correlata all’attività di pattugliatore” e “dalle condizioni climatiche”. Il rapporto indica la necessità di studi più approfonditi, che riguardino però le condizioni operative in generale, non solo i vaccini. Ma i NoVax puntano solo su questi ultimi.

C’è poi la questione di ricondurre l’intera ricerca scientifica in mani pubbliche, una favola bella se non si indica dove trovare i fondi. Senza contare che, anche trovandoli, servirebbero poi quelli per produrre farmaci eventualmente sviluppati. E ancora, la Costituzione, che i NoVax amano spesso citare, afferma che la Repubblica promuove la ricerca scientifica: come sia possibile farlo vietandola ai privati non è dato sapere.

Infine, la libertà di scelta vaccinale. Libertà di scelta che, introdotta in Veneto una decina d’anni fa, ha avuto come risultato un calo delle coperture. E, come ricordato, una bambina di dieci anni che, non vaccinata dai genitori, si trova in gravi condizioni all’ospedale Borgo Trento di Verona. Mentre la reintroduzione dell’obbligo vaccinale, voluta dall’ex ministra della Salute Beatrice Lorenzin, ha contribuito a far risalire le coperture. La conferma nei numeri che Wired ha raccolto nell’ambito dell’inchiesta Vaccini d’Italia.

Il professor Pier Luigi Lopalco, presidente dell’associazione Patto trasversale per la scienza ha affermato in una lettera che la sala stampa della Camera sarà usata “per danneggiare la salute pubblica”. Da qui la richiesta al presidente Roberto Fico di intervenire per cancellare l’evento.

Fino a questo punto magari no, oltre a quello alla salute la Costituzione tutela anche quello alla libertà di parola, ma certo mettere insieme vaccini somministrati a militari in uno scenario di guerra a quelli iniettati ai bambini serve solo a creare confusione. Sollevando un polverone che nasconda il fatto che dietro alla richiesta di libertà di scelta altro non c’è che il rifiuto della vaccinazione.

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Cos’è Corvelva e cosa diranno i NoVax in Parlamento

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