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“La variante delta del coronavirus può contagiare anche le persone vaccinate. E queste possono a loro volta trasmettere il virus ad altri”. Così Anthony Fauci, capo consulente medico della Casa Bianca, a proposito dell’aumento dei contagi, dovuto principalmente alla variante delta per l’appunto, anche tra i soggetti vaccinati. Una dichiarazione che, com’era prevedibile, ha scatenato un feroce dibattito sia negli Stati Uniti che altrove, Italia compresa, e che segue l’aggiornamento delle raccomandazioni dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), che pochi giorni fa – sempre per far fronte alla maggiore contagiosità della variante delta – avevano sottolineato la necessità di tornare a indossare le mascherine anche per i soggetti che hanno ricevuto il vaccino.

“Ora abbiamo a che fare con un virus diverso – ha detto ancora Fauci -, che non è quello originario. Ha capacità molto più efficienti nella trasmissione da persona a persona. Due mesi fa i Cdc avevano detto che le persone vaccinate non dovevano indossare la mascherina al chiuso. Ora è cambiata una cosa: è cambiato il virus. I Cdc non hanno fatto nessun ‘ribaltone’: quando hanno diramato la raccomandazione precedente, avevamo a che fare soprattutto con la variante alfa. Una persona vaccinata, se positiva, avrebbe difficilmente trasmesso il virus. Per questo le raccomandazioni sono state cambiate”.

In verità, dunque, nonostante le polemiche, non c’è niente di assurdo nelle parole di Fauci, né nelle raccomandazioni dei Cdc, e men che mai un’ammissione di inutilità del vaccino nei confronti della nuova variante. Se mai, il contrario: proprio perché la variante delta è così veloce, diventa ancora più importante vaccinare più persone nel minor tempo possibile. Le evidenze scientifiche a nostra disposizione sul tema sono tutt’altro che conclusive, ma dai dati raccolti finora, per esempio, in Italia, sappiamo che l’efficacia del vaccino (prima e seconda dose, dati dell’Istituto superiore di sanità) nel proteggere una singola persona dall’infezione si attesta intorno all’88,5%.

Ma, cosa ancora più importante, sappiamo che anche nel caso di infezione (e anche nel caso di infezione da variante delta) il vaccino è estremamente efficace nel prevenire lo sviluppo di sintomi gravi, le ospedalizzazioni e i decessi. Alla luce di questo, e alla luce del fatto che (fortunatamente) le persone vaccinate sono sempre di più, non bisogna stupirsi che si registrino contagi anche tra i vaccinati, evento inevitabile dal momento che nessun vaccino, in nessuna situazione, può garantire l’immunità totale.

Le parole di Fauci lo confermano: “È improbabile che una persona vaccinata, seppur positiva, vada in ospedale o muoia. Ma se un vaccinato si infetta, può trasmettere il virus a persone fragili o a bambini non vaccinati: non vogliamo che questo accada. Quando i bambini si infettano, qualcuno di loro si ammala e muore. Abbiamo avuto 400 decessi tra bambini per il Covid. Non bisogna pensare che l’infezione tra i bambini non sia preoccupante. Dobbiamo proteggerli, anche se è meno probabile un’evoluzione grave della malattia. La variante delta è qui. Se arriviamo all’85-90% di popolazione vaccinata, la variante delta non avrà molti posti in cui andare. Ora, per fortuna, abbiamo abbastanza persone vaccinate e tra loro non avremo un’ondata. La gente non si rende conto di una cosa: finché c’è circolazione elevata del virus, diamo al virus la chance di variare ancora di più e rischiamo una variante peggiore della delta, una variante che nemmeno i vaccinati potrebbero gestire”.

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