(foto: Sopa Images via Getty Images)

Ancora non c’è una terapia risolutiva contro il nuovo coronavirus. La ricerca compie però diversi passi in avanti per individuare trattamenti e strategie di intervento sempre più in grado di contrastare Covid-19. Gli studi sul tema sono numerosissimi e in continua crescita: alla data del 31 luglio più di mille solo sulle terapie basandosi Clinicaltrials.gov, il registro dei trial attivi e conclusi gestito dai National Institutes of Health statunitensi. Da antivirali a antimalarici, da antinfiammatori senza dimenticare il plasma da guariti, tanti sono i farmaci – spesso autorizzati per uso off-label, fuori dalle loro indicazioni o per uso compassionevole – e tante sono le ricerche in corso in Italia e all’estero (qui sulla pagina dell’Aifa l’elenco delle sperimentazioni cliniche italiane). Ecco i principali trattamenti disponibili e utilizzati oggi.

Antivirali e antimalarici

Diversi farmaci antivirali, ad esempio utilizzati contro l’hiv, come darunavir/cobicistat e per lopinavir/ritonavir potrebbero inibire la replicazione del coronavirus disattivando le proteasi, enzimi che servono al patogeno per riprodursi. C’è poi il remdesivir, usato contro l’ebola, in corso di studio in due sperimentazioni cliniche anche in Italia. In uno studio internazionale appena uscito sul Bmj, coordinato dalla McMaster University in Canada, gli autori spiegano che la loro indicazione all’uso di remdesivir nei pazienti con Covid-19 è debole, mentre raccomandano fortemente di continuare a includere pazienti nei trial clinici con il remdesivir. Gli autori dell’articolo sul Bmj spiegano che il farmaco risulta efficace nel ridurre il tempo di recupero nei pazienti in condizioni severe ma che probabilmente non ha un grande impatto rispetto alla necessità di ventilazione meccanica e ha un piccolo (o nullo) effetto sulla durata del ricovero in ospedale. Insomma, come per gli altri medicinali, anche in questo caso sono necessari ulteriori approfondimenti, anche se ci sono possibili benefici.

Anche antimalarici quali clorochina e idrossiclorochina sono stati ampiamente utilizzati e sono studiati da sei sperimentazioni cliniche in Italia, di cui quattro riguardano la profilassi o il trattamento precoce e due la terapia in pazienti con polmonite già evidente. In assoluto sono i farmaci per cui le sperimentazioni in Italia e nel mondo sono più numerose. Tuttavia le prove di sicurezza e efficacia di queste terapie sono ancora limitate e come profilassi l’idrossiclorochina non sarebbe efficace secondo un recente studio sul Nejm (e anche sembrerebbe assente il vantaggio su pazienti con Covid-19 lieve o moderato, da un’altra ricerca sul Nejm).

Anticorpi monoclonali e farmaci contro l’artrite reumatoide

C’è il tocilizumab, usato nell’artrite reumatoide, che blocca gli effetti dell’interleuchina-6.  La multinazionale Roche, che ha messo a punto la terapia nel trial clinico di fase 3 chiamato Covactam condotto su 330 pazienti, annuncia che per ora tocilizumab non ha migliorato lo stato clinico dei pazienti e non sembra mostrare differenze nella mortalità. L’Aifa, inoltre, ha autorizzato la sperimentazione clinica dell’anticorpo monoclonale emapalumab, nonché di sarilumab e anakinra (in studi di fase 2-3), per combattere l’iperinfiammazione dovuta all’eccessiva risposta del sistema immunitario.

Il desametasone

Recentemente il trial clinico Recovery coordinato dall’università di Oxford ha mostrato che un antinfiammatorio steroideo, il desametasone, ridurrebbe di un terzo la mortalità dei pazienti con Covid-19 grave, sottoposti a ventilazione meccanica invasiva, e di un quinto quella di pazienti che ricevono solo ossigeno ma non erano intubati. I risultati sono ancora preliminari ma sulla base di questi dati l’Organizzazione mondiale della sanità indica il desametasone come potenziale salvavita e chiede a tutti i paesi una distribuzione rapida e equa. Il 24 luglio l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha avviato la revisione di desametasone per il trattamento dei pazienti con Covid-19 che richiedono un supporto alla respirazione: l’obiettivo è fornire un parere sui risultati dello studio Recovery e sull’uso di questo farmaco.

Altri farmaci

Ci sono poi studi basati sull’interferone beta, uno dei pilastri della terapia per la sclerosi multipla, che potrebbe essere efficace anche contro Covid-10. In particolare negli ultimi giorni è arrivato il risultato promettente del farmaco Sng001 che sembra ridurre la necessità del ricorso a ventilazione meccanica. Molto utilizzata e studiata (tre trial clinici in Italia) è poi la colchicina, un antinfiammatorio utilizzato originariamente per trattare e prevenire la gotta, che potrebbe essere efficace e ha costi bassi.

I farmaci più usati in Italia contro Covid-19

Il Rapporto sull’uso dei farmaci durante l’epidemia Covid-19, realizzato dell’Osservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali (Osmed) insieme all’Aifa, ci informa su quali farmaci sono stati utilizzati di più in Italia. Comparando la fase pre e post Covid-19, si osserva che durante l’epidemia i farmaci che hanno avuto il maggior incremento nell’uso sono l’antimalarico idrossiclorochina e l’antibiotico azitromicina, un antibiotico. Ma un aumento si è rilevato anche per gli antivirali anti hiv darunavir/cobicistat e per lopinavir/ritonavir, insieme al tocilizumab.

The post Covid-19, ecco i farmaci più promettenti finora appeared first on Wired.



Leggi l’articolo su wired.it