(illustrazione: Arek Socha da Pixabay)

Un morto ogni 42 ammalati. Questo il tasso di letalità apparente, ovvero il rapporto stimato per ora tra decessi e contagi, della pandemia di Covid-19 in Italia. O almeno, questa la cifra cui si arriva incrociando i dati sulle vittime censite dalla Protezione civile con quelli dell’indagine di sieroprevalenza condotta dall’Istat e dal ministero della Salute, in attesa della letalità reale che ci arriverà solamente a fine epidemia nel nostro paese.

Covid-19, in Italia la letalità si stima al 2,36%

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Come si può vedere dal grafico, in media in Italia i decessi legati al Covid-19 rappresentano il 2,36% del totale dei contagiati. La regione con il tasso di letalità più alto è l’Emilia Romagna (3,43%). Mentre in Basilicata non si è andati oltre allo 0,64%. La Lombardia, una delle regioni più colpite, presenta un tasso di letalità del 2,27%.

Fin qui i numeri. Numeri che, però, richiedono diverse precisazioni. Intanto l’indagine di sieroprevalenza, che ha coinvolto 64.660 persone cui è stato fatto un esame del sangue alla ricerca di anticorpi contro il Sars-CoV-2. Sulla base di questi dati, Istat ha calcolato in 1.482.377 gli italiani che sono entrati in contatto con il virus.

Wired li ha rapportati con i numeri dei decessi al 15 luglio, data entro la quale sono stati effettuati i prelievi, calcolando così il tasso di letalità rappresentato nel grafico. Anche in questo caso, è bene specificare che si tratta dei numeri ufficiali, ovvero delle persone sottoposte a tampone e purtroppo morte a seguito dell’infezione.

Il calcolo non tiene conto delle persone decedute a causa di Covid-19 ma senza tampone e, di conseguenza, non censite dalla Protezione civile. Per farsi un’idea di quello che può essere stato il reale impatto in termini di vittime, è possibile fare riferimento ai dati raccolti sempre da Istat sull’eccesso di mortalità.

Cionondimeno i dati relativi alla sieroprevalenza consentono di mettere un punto rispetto al tema del tasso di letalità. Una questione molto discussa nelle prime settimane del lockdown, quando si metteva a confronto per esempio il rapporto tra diagnosi e decessi in Italia con quello della Germania.

Il calcolo fatto a partire dalla sieroprevalenza riporta invece la letalità italiana intorno a quel 3,4% indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità all’inizio della pandemia.

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