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La corsa per avere il prima possibile un vaccino sicuro ed efficace contro il Covid-19 si fa sempre più serrata ed è nel rush finale. Dopo l’annuncio di Pfizer-Biontech e del vaccino russo Sputnik V oggi è il turno della compagnia statunitense Moderna, che rende noto che il suo vaccino contro il coronavirus, chiamato mRNA-1273, è efficace al 94,5%, riuscendo a prevenire la malattia Covid-19 – c’è differenza fra infezione da coronavirus e malattia Covid. I dati preliminari, presentati per ora dall’azienda in un’analisi ad interim e non ancora disponibili in una pubblicazione peer-reviewed, (come anche nel caso degli altri candidati vaccini), segnalano un risultato molto promettente. Ecco cosa sappiamo del vaccino, sviluppato in collaborazione con il Niaid, che è parte dei National Institutes of Health – Nih statunitense.

Lo studio sul vaccino di Moderna

I risultati arrivano da uno studio clinico di fase 3, l’ultimo stadio della sperimentazione, denominato Cove. La ricerca ha coinvolto più di 30mila partecipanti, trattati con il vaccino o con un placebo. Il vaccino viene somministrato in 2 dosi, di cui la seconda a 4 settimane di distanza dalla prima. Attualmente in tutto ci sono stati 95 casi confermati di Covid-19 fra i partecipanti dei due gruppi ma sarà necessario arrivare a 151 casi e un follow-up medio di più di due mesi per avere una quantità sufficiente di dati e concludere la sperimentazione, un obiettivo che i ricercatori prevedono di raggiungere nelle prossime settimane. Il vaccino non sarà disponibile al di fuori degli Stati Uniti prima della fine del 2020 (certamente non arriverà a dicembre), ma l’auspicio è che si possano produrre da 500 milioni a 1 miliardo di dosi nel 2021, da distribuire a livello globale.

I risultati

I ricercatori hanno valutato la risposta del sistema immunitario a distanza di 2 mesi dalla prima dose (un mese dalla seconda e ultima). Ad oggi i risultati mostrano che il vaccino ha un’efficacia quasi del 95% nel prevenire la malattia Covid-19, incluse le forme più gravi, come scrivono gli autori. Bisogna sottolineare che dire che il farmaco evita la malattia non implica che impedisca anche l’attecchimento dell’infezione – e lo stesso valeva per il vaccino annunciato da Pfizer-Biontech. Dei 95 casi di Covid-19, 90 rientrano nel gruppo di controllo, che ha ricevuto il placebo, e 5 nel gruppo del vaccino mRNA-1273.

Anche i dati sulla sicurezza del vaccino sono buoni e il farmaco è in generale ben tollerato. Le reazioni avverse sono per lo più di grado lieve o moderato, mentre quelle più gravi (dal 2 al 9.7% dei casi, al massimo) includono dopo la prima dose dolore nel punto dell’iniezione e dopo la seconda dose stanchezza, mal di testa, dolore muscolare, dolore, eritema e rossore nel punto dell’iniezione. Queste reazioni più intense sono di solito di breve durata.

Temperature basse ma non bassissime

Il vaccino di Moderna richiede una conservazione a temperature non eccessivamente basse, a differenza di quello di Pfizer-Biontech, che deve essere mantenuto a circa -75 °C. La casa farmaceutica rende noto che si prevede che il vaccino possa essere inviato e conservato inizialmente a -20 °C, per un periodo di 6 mesi e poi, una volta scongelato, possa essere mantenuto a una temperatura che va da -2 a -8 °C.

Come funziona il vaccino

Il vaccino è descritto su un articolo appena pubblicato sul New England Journal of Medicine, che presenta i risultati preliminari dello studio clinico di fase 1 (il primo stadio della sperimentazione). Il vaccino contiene le informazioni per la produzione della proteina spike del virus Sars-Cov-2. Questa proteina è di fatto il tramite attraverso cui il coronavirus riesce ad agganciare le cellule del nostro corpo e infettarle. Nei risultati i ricercatori hanno osservato che c’è una forte risposta immunitaria in tutti i partecipanti. L’attivazione del sistema immunitario avviene sia attraverso la generazione di anticorpi neutralizzanti (immunità umorale) sia attraverso le cellule T, la cosiddetta immunità cellulare.

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