(foto: pedro_wroclaw via Pixabay)

La stagione fredda è alle porte, accompagnata anche da influenza e altri malanni. E con la pandemia di Covid-19 quest’anno è tutto più complicato: ai primi sintomi riconducibili all’infezione da coronavirus bisogna sottoporsi al tampone per ottenere una diagnosi. Lo strumento d’elezione rimane il tampone classico naso-faringeo anche se sono in corso di studio – e in qualche caso sono già state validate – alternative altrettanto efficaci. Fra queste, i test sulla saliva, che hanno recentemente dimostrato di essere validi quanto il tampone nel naso e nella gola. Oggi arriva un nuovo test sulla saliva, sviluppato dall’Università Statale di Milano, meno invasivo e più pratico, ma altrettanto affidabile. Il test potrebbe essere utilizzato dai pediatri per velocizzare le diagnosi di Covid-19 nei bambini, i più colpiti da numerosi virus e dall’influenza.

Il nuovo test, dall’università di Yale

Questo test sulla saliva si basa su un protocollo dell’Università di Yale disponibile in open science e descritto in un articolo in preprint su medRxiv. Nell’agosto 2020 il test di Yale ha ricevuto l’autorizzazione all’uso d’emergenza da parte della Food and Drug Administration (Fda) statunitense, l’ente che regolamenta farmaci e alimenti.

I ricercatori della Statale di Milano sono partiti da questo prototipo, modificandolo leggermente, e lo hanno studiato in un campione per ora di più di 100 persone. “Dall’analisi abbiamo rilevato che ha un’affidabilità paragonabile a quella del tampone naso-faringeo”, spiega a Wired Elisa Borghi, docente di microbiologia alla Statale e coautrice del lavoro, “pari al 96%. Ed è efficace nell’identificare la presenza del virus anche in soggetti presintomatici o asintomatici con alta carica virale”.

L’attenzione è rivolta ai bambini

I ricercatori sono partiti dal campione di Yale proprio perché veniva indicata, fra le sue caratteristiche, la capacità di scovare il nuovo coronavirus anche nel caso di soggetti senza sintomi o con pochi sintomi. “La nostra indagine ha confermato questo dato”, sottolinea Borghi, “che lo rende ideale soprattutto nella popolazione infantile, dove il Covid-19 si presenta spesso con forme asintomatiche o paucisintomatiche”. Insomma, l’attenzione è rivolta ai più piccoli. “Per fascia d’età e per il fatto che vivono in comunità – spiega la ricercatrice – i bambini sono mediamente più soggetti a un maggior numero di infezioni respiratorie (e non solo) durante la stagione autunnale e invernale”.

E questo li rende buoni candidati per ricevere la diagnosi di Covid-19 con un esame più pratico e meno fastidioso. “Il test prevede la raccolta di un campione di saliva tramite un piccolo rullo di cotone sotto la lingua, un’operazione molto semplice”, aggiunge Borghi. “Al contrario il tampone naso-faringeo è più invasivo, soprattutto per i bimbi molto piccoli e l’ipotesi di sottoporli a questo tampone ogni volta che manifestano un raffreddore o sintomi influenzali risulta complicata”.

Test sulla saliva almeno fino a 6 anni?

Inoltre, l’adozione di questo stumento potrebbe velocizzare la diagnosi e snellire le code dei drive-through. Il test potrebbe essere messo a disposizione dei pediatri di famiglia, come spiega Gianvincenzo Zuccotti, professore di Pediatria e preside della Facoltà di medicina e chirurgia della Statale. “Almeno tra i bambini di 3-6 anni – commenta – che, come è noto, sono spessissimo soggetti a forme virali”.

I test diagnostici per Covid-19

Già da settembre 2020, oltre al tampone naso-faringeo classico (basato sul test molecolare) e al tampone rapido (basato su test antigenici più veloci ma leggermente meno affidabili), ci sono anche dei test sulla saliva, sempre fondati su indagini molecolari che rilevano la presenza del virus direttamente nella saliva. Questi test funzionano bene, stando ai risultati appena resi noti della sperimentazione allo Spallanzani, e dunque potrebbero rappresentare un’alternativa valida.

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