(foto: mohamed Hassan via Pixabay)

Dopo i collutori contro il nuovo coronavirus oggi è il turno di uno spray nasale che potrebbe rivelarsi efficace nel combattere e impedire che Sars-Cov-2 contagi l’organismo nel naso. Questo spray, che contiene un nuovo antivirale, è stato messo a punto da un gruppo della Columbia University Medical Center a New York, coordinato dal ricercatore italiano Matteo Porotto e da Anne Moscona. Per ora gli autori hanno testato il composto soltanto su furetti, anche se i primi risultati sono stati molto promettenti. La ricerca, ancora non peer reviewed, è disponibile in preprint su bioRxiv.

I dati sono preliminari e inoltre ricordiamo che il contagio da Covid-19 avviene principalmente da goccioline di saliva (droplet) e residui di queste goccioline (aerosol), nonché da contatto delle mani infette con le mucose, non solo quelle del naso, con processi che non possono essere bloccati – almeno non tutti – dall’uso preventivo di questo spray nasale, anche qualora si confermerà efficace anche nell’essere umano. Nonostante questi limiti, il composto realizzato potrebbe rivelarsi un’arma efficiente, in aggiunta ad altri strumenti protettivi, contro la diffusione del coronavirus.

Bloccare la proteina spike del Sars-Cov-2

Gli scienziati sono impegnati nella ricerca e nella messa a punto di molecole dette lipopeptidi, ovvero piccole proteine legate a un lipide (un grasso) come il colesterolo o il tocoferolo (presente in molti vegetali, nell’olio di oliva e non solo). Queste molecole agiscono impedendo che un virus si leghi alla membrana della cellula ospitante, la cellula dell’organismo che lascerà entrare il patogeno e verrà infettata. Il coronavirus Sars-Cov-2 utilizza la sua proteina detta spike per penetrare nelle cellule e creare un legame.

Il nuovo composto riconosce la proteina spike, si inserisce e si incastra nella regione in cui avviene il contatto fra virus e cellula e impedisce alla spike di adottare la forma necessaria per realizzare il legame con la cellula. Gli autori avevano già descritto il composto in uno studio recente su mBio, in cui la molecola era stata provata sull’essere umano in un modello 3D, dunque con una simulazione al computer, in cui aveva dimostrato di essere efficace.

Lo studio sullo spray nasale

Nell’esperimento gli autori hanno selezionato dei furetti, spesso studiati nella ricerca clinica perché le loro malattie respiratorie somigliano alle forme che colpiscono l’essere umano. Dopo aver ricevuto lo spray nasale, sei furetti sono stati messi a contatto con altrettanti animali contagiati e positivi al coronavirus. Il contatto era molto stretto ed è durato più di 24 ore. Dopo questo tempo i ricercatori hanno rilevato che nessuno degli animali trattato con l’antivirale era stato contagiato e non si rilevava dal tampone, nel naso e nella gola, la presenza dell’infezione da Sars-Cov-2. Al contrario, furetti che non hanno ricevuto lo spray nasale sono stati tutti contagiati. Gli autori spiegano che è semplice somministrare l’antivirale per via nasale e che la sua azione è immediata e duratura, dato che arriva a coprire un periodo di 24 ore.

Spray nasale: prima e subito dopo l’esposizione al virus?

Oggi i ricercatori propongono la molecola come candidato antivirale per via nasale. Fermo restando che lo spray nasale non cura il Covid-19, l’ipotesi è che possa essere utile come strumento preventivo, prima dell’eventuale esposizione al virus, o come profilassi subito dopo essere stati esposti, dunque dopo aver avuto un contatto con una persona positiva. Visti i risultati che mostrano che il composto è sicuro e valido, ora gli autori sperano di poterlo testare quanto prima su volontari umani

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