CryptoHarmony è un simpatico servizio di assistenza e rehab per gli hodler e i trader crypto nato dalla mente di AAVE, ex ETHLend.

L’obiettivo è quello di portare armonia nella vita degli hodler, coloro che acquisiscono criptovalute per tenersele ad oltranza, senza spenderle mai. 

Si tratta di un centro di riabilitazione per “tossicodipendenti crypto” che dovrebbe consentire di riprendere il controllo della propria vita e dei propri investimenti attraverso un programma in 12 fasi. CryptoHarmony promette che, dopo aver completato il programma, la mente dell’hodler sarà finalmente libera di usare le criptovalute come mezzo di pagamento. 

Le 12 fasi del crypto rehab sono: 

  1. Ammettere di non avere più il controllo su te stessi;
  2. Dare un nome e una forma alla propria dipendenza; 
  3. Elencare i lati negativi della dipendenza e iniziare ad esternare i propri sentimenti; 
  4. Uscire dai gruppi di trading (probabilmente i gruppi Telegram preferiti);
  5. Fare ammenda con tutte le persone che hanno offerto aiuto per la propria dipendenza;
  6. Accettare di non holdare più;
  7. Iniziare ad aiutare altre persone con lo stesso problema;
  8. Sbarazzarsi di tutte le app installate sul tuo telefono (si sa che sono tutte collegate alle criptovalute);
  9. Installare Aave Pay; 
  10. Compilare una lista della spesa;
  11. Celebrare la cerimonia di burn dei token: perdonarsi per le shitcoin prima di iniziare a spendere;
  12. Spendere le proprie criptovalute, e sentire la libertà.

Sul sito c’è anche un questionario con sei domande che dovrebbero servire per diagnosticare la gravità della propria dipendenza e quindi optare per un crypto rehab.

Ovviamente si tratta di uno scherzo, che però serve per promuovere proprio l’app Aave Pay, che consente di effettuare pagamenti in criptovalute (Bitcoin, Ethereum, Litecoin, Bitcoin Cash, Ripple, Cardano, Lumen, Tether, Kucoin Shares, Binance Coin, DAI e LEND). 

Lo si capisce chiaramente al fondo della pagina, dove sono riportati i dati dei risultati che sarebbero stati raggiunti da questo programma: 5.000 persone aiutate che sarebbero riuscite a spendere 2 milioni di dollari, con il 105,3% di percentuale di successo. 

Inoltre, viene riportata un’improbabile citazione di Satoshi Nakamoto, in realtà fasulla, che nel whitepaper di Bitcoin del 2008 avrebbe scritto: 

“Sto costruendo questa tecnologia affinché le persone possano spendere (non tenere) il valore digitale, in un sistema peer-to-per trustless”. 

Tuttavia, al di là dello scherzo, alcuni aspetti che vengono evidenziati in questo sito non sono poi così tanto distanti dalla realtà. In particolare le sei domande del questionario non sembrano affatto campate in aria. Può darsi che qualche crypto-dipendente in effetti esista realmente.

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