Dopo che la Corte della Nuova Zelanda aveva concesso altri dieci giorni per rilasciare il report di liquidazione, Cryptopia nella data odierna ha rilasciato il primo rapporto attraverso la Grant Thornton.

Il report pubblicato ha fornito una panoramica degli eventi accaduti negli ultimi mesi. In particolare, vengono elencati i creditori garantiti e non garantiti, con Coca Cola e Dell New Zealand citate nei creditori garantiti e altri 69 creditori inseriti nei non garantiti con un credito spettante di circa 2,44 milioni di dollari.

L’annuncio del rilascio del report è stato riportato anche su Twitter.

Il crollo del mercato del 2018 affonda Cryptopia

ll report di liquidazione afferma che l’exchange, che contava oltre 2,2 milioni di utenti registrati in tutto il mondo, ha ridimensionato la propria attività all’inizio del 2018 principalmente a causa del forte aumento del prezzo di bitcoin e di altre criptovalute.

A causa di ciò, l’exchange stipulò un gran numero di contratti a lungo termine, fra cui accordi ad alto costo per fornire l’intera infrastruttura necessaria per il trading da parte dei propri clienti.

Con il crollo del mercato del 2018, l’azienda è stata colpita dal significativo calo del volume degli scambi. Questo, a sua volta, ha portato l’azienda a ridurre le proprie spese nel tentativo di ridurre al minimo le perdite commerciali.

Ciò si è rivelata un’arma a doppio taglio in quanto ha portato ad una violazione nella sicurezza che ha provocato un’importante perdita di oltre 16 milioni di dollari in criptovalute.

Successivamente è stata aperta un’indagine sul caso da parte della polizia neozelandese, che è tutt’ora in corso.

“La società ha quindi deciso di riaprire l’exchange nel marzo 2019 e ha permesso il trading fino alla data di liquidazione. Tuttavia, i volumi erano insufficienti affinché la società potesse far fronte ai propri debiti e si è deciso che la nomina dei liquidatori fosse la cosa migliore da fare”.

La verifica dei clienti non è ancora avvenuta

Con un’ordinanza del 29 maggio, è stato concesso a Cryptopia di convertire i bitcoin detenuti nel wallet della società in valuta fiat per finanziare il processo di liquidazione.

Il rapporto ha però rivelato che l’exchange deve ancora avviare l’audit e il processo di verifica dei propri clienti.

I liquidatori preposti non hanno ancora nemmeno ottenuto l’accesso al database necessario per poter finanziare i clienti della piattaforma.

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