Cryptopia ha pubblicato un aggiornamento per i titolari degli account sul proprio exchange.

Sul sito di Grant Thornton, la società che si sta occupando della liquidazione degli asset dell’exchange, chiuso per doppio hackeraggio, è stato reso pubblico un riepilogo di ciò che i liquidatori hanno fatto nelle ultime settimane per garantire e preservare i fondi degli account.

Innanzitutto è stato intrapreso un iter legale per garantire la detenzione dei fondi, ottenendo il riconoscimento negli Stati Uniti del Capitolo 15 delle procedure fallimentari. In questo modo possono essere applicate al caso Cryptopia ed ai suoi asset alcune protezioni valide all’interno della giurisdizione territoriale degli Stati Uniti. 

Una di queste protezioni è una sorta di moratoria a favore di Cryptopia e delle sue proprietà sulle possibili rivendicazioni all’interno dei confini degli Stati Uniti. Una simile moratoria è già scattata in automatico anche grazie alle leggi sull’insolvenza della Nuova Zelanda, dove ha sede la società.

Un altro traguardo è stato il recupero del database da Phoenix con le informazioni sui fondi detenuti dai clienti: ora è in atto il tentativo di riconciliare questi dati con quelli dei wallet sull’exchange. Grant Thornton, tuttavia, fa sapere che questo compito non risulta essere particolarmente semplice perché ci sono sono centinaia di migliaia di clienti e molti detenevano diverse criptovalute.

Sta anche proseguendo il processo di recupero dei wallet creati dopo il primo hack di gennaio, ed il loro spostamento in un “ambiente sicuro non compromesso”. 

Non è tuttavia ancora chiaro come i fondi recuperati potranno essere distribuiti ai clienti. Grant Thornton fa notare che a causa dell’hack non è possibile semplicemente riaprire l’accesso al sito e permettere il prelievo dai wallet, perchè obblighi legali sia in Nuova Zelanda che a livello internazionale lo impediscono. 

Inoltre, le leggi internazionali che disciplinano i crypto-asset sono ancora molto agli inizi, quindi il processo legale è complicato e difficile da portare avanti in tempi rapidi. 

Secondo quanto pubblicato nell’aggiornamento, Grant Thornton afferma che sta lavorando il più velocemente possibile per risolvere la situazione, ma sono ancora privi di molte risposte alle numerose domande che ricevono dai proprietari degli account dell’exchange. 

Visto il volume di tali domande affermano di non essere in grado di rispondere singolarmente ai clienti e che continueranno a fornire aggiornamenti regolari solo tramite il sito web di Cryptopia e sulle pagine di Twitter e Facebook.

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