ll Governo di Cuba sta studiando il potenziale delle crypto come parte di una serie di misure per far fronte alla crisi economica. 

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È quanto riferisce Reuters con un articolo di Sarah Marsh e Marc Frank proveniente direttamente dall’Avana. Infatti, anche a causa delle sanzioni statunitensi, Cuba sta soffrendo di una crisi economica sempre più profonda ed il governo comunista sta studiando una serie di misure per rilanciare la sua economia, tra cui le crypto.

Le crypto, infatti,sarebbero allo studio per effettuare operazioni anonime, in grado di aggirare i controlli sul capitale, un po’ come è stato per il tentativo del Venezuela di crearsi una criptovaluta di Stato, il Petro, che però ad oggi non risulta aver riscosso particolare successo. 

Tra l’altro i collegamenti con il Venezuela sono più profondi di quanto si possa pensare, perché una delle cause della crisi economica cubana è proprio il netto calo degli aiuti provenienti dal paese sudamericano.

Le nuove misure annunciate dal Presidente Miguel Diaz-Canel e dal suo governo hanno come obiettivo quello di incrementare il reddito di circa un quarto della popolazione e comprendono riforme del mercato in una delle ultime economie pianificate di stampo socialista al mondo. 

Il tentativo in atto vorrebbe incrementare la produzione e la domanda di mercato interna, visto che le sanzioni statunitensi si rivolgono al turismo e agli investimenti esteri, per stimolare in questo modo la crescita. 

Il Ministro dell’economia Alejandro Gil Fernandez in tal senso ha dichiarato: 

“Stiamo studiando il potenziale uso delle criptovalute … nelle nostre transazioni commerciali nazionali e internazionali, e stiamo lavorando su questo insieme agli accademici”.

Quindi, mentre alcune misure sono già state annunciate e dovrebbero partire a breve, le crypto, invece, allo stato attuale risultano essere solo una delle ipotesi allo studio per misure future. 

Il Ministro ha anche riferito che il governo sta elaborando una serie di misure volte ad incrementare la decentralizzazione, visto che il sistema di governo cubano è ancora estremamente centralizzato, per migliorare le performance delle società statali e stimolare la produzione locale. L’intento è ridurre le importazioni ed incrementare le esportazioni.

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