Il momento in cui è imploso il Ponte Morandi (foto: Nicolò Campo/LightRocket via Getty Images)

Questa mattina alle ore 9.37 è stato demolito il moncone est del Ponte Morandi, il viadotto costruito dall’ingegnere Riccardo Moranti negli anni Sessanta sopra il torrente Polcevera, a Genova, e crollato parzialmente il 14 agosto del 2018. Nell’incidente, le cui cause restano ancora da chiarire, sono morte 43 persone e 16 sono rimaste ferite.

Ufficialmente, una minima parte del ponte Morandi esiste ancora: a ovest rimangono una parte della struttura e un pilone accanto a corso Perrone. Di fatto, però, da oggi il viadotto è solo un lontano ricordo.

La demolizione

Le autorità hanno fatto saltare la pila 10 e 11 del ponte Morandi con una tonnellata di esplosivo. Dopo 6 secondi, la struttura è venuta giù. All’evento hanno assistito, tra gli altri, il sindaco di Genova Massimo Bucci, il governatore della Liguria Giovanni Toti, i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini – coinvolti in un’assurda polemica sul complotto della Rai per escludere Di Maio dalla diretta dell’evento – e il ministro della Difesa Elisabetta Trenta.

L’esplosione doveva avvenire qualche minuto prima delle 9.37 ma è stata ritardata perché la polizia ha scoperto che c’erano ancora due persone all’interno di uno dei palazzi che dovevano essere evacuati. Si trattava di due cittadini nigeriani, un fratello e una sorella, che non sapevano di dover uscire.

Gli edifici sul versante est del torrente Polcevera non hanno subito danni, ma i circa tremila abitanti che sono stati evacuati stamattina non potranno tornare nelle loro case prima di questa notte. “Non diamo il via libera al rientro perché aspettiamo ancora i dati sull’amianto”, ha spiegato il sindaco Bucci. “Il primo rilevamento sarò noto alle 17. Il secondo alle 21. Aspetteremo sicuramente quest’ultimo per far scattare il lavaggio dell’area, che sarà eseguito dal personale Amiu”.

Il primo cittadino ha detto anche che il livello delle polveri sottili, aumentato subito dopo l’esplosione, non è andato oltre il recinto del cantiere ed è già ritornato sotto la soglia.

Come sarà il nuovo viadotto

Là dove sorgeva il ponte Morandi verrà costruito un nuovo viadotto. Il progetto scelto è quello dell’archistar Renzo Piano, senatore a vita e soprattutto originario di Genova dove è nato il 14 settembre del 1937. La struttura, che costerà circa 202 milioni di euro, sarà in acciaio, avrà sei corsie e un passaggio pedonale, verrà illuminata da 43 lampioni con luci a forma di vele, in ricordo delle vittime, e sarà sorretta da alcuni pilastri che ricordano la prua di una nave. La costruirà la società PerGenova che riunisce le aziende Salini Impregilo, Fincantieri e Italfer e dovrebbe consegnarla a dicembre 2019. Se tutto andrà secondo i piani, l’inaugurazione avverrà nella primavera del 2020.

Parte di questa struttura esiste già: è stata costruita nello stabilimento Fincantieri a Castellammare di Stabia, in Campania, e si trova al momento ormeggiata in una chiatta in quello di Sestri Ponente che il ministro dell’Interno Matteo Salvini, il governatore ligure Toti e il sindaco Bucci hanno visitato in mattinata. Quest’ultimo ha fatto sapere che non è stato ancora deciso come verrà ribattezzata la nuova struttura. Per ora la “chiameremo Ponte Per Genova”.

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