Redatto da Oltre la Linea.

«Dall’ordine globale al popolo sovrano», nella sostanza, potrebbe essere una variante alternativa del fulcro argomentativo dell’ultimo libro pubblicato da Vincenzo Bellisario, “Contrordine Globale – Dal Monialismo al Sovranismo. Racconto di un Sogno possibile”, edito per la Edizioni Sì, Villalago (AQ) 2018.

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Vincenzo Bellisario, nel suo ultimo libro, è molto diretto. Afferma: «Il principale fine di questo saggio non è quello di aggiungere troppa “carne al fuoco”, ma quello di fornire una rilettura e semplificazione ai minimi termini dei massimi eventi degli ultimissimi anni, che, in più di un caso, hanno colpito ed affondato “i globali”; i massoni “deviati” che, negli ultimi 30-40 anni, hanno preso in mano il Mondo di fatto, “privatizzandolo”, portandoci all’orrore quasi totale della nostra quotidianità, che, per fortuna e pian piano, sta cercando di raddrizzare il tiro. E questo proprio grazie alla cosiddetta “trazione populista”, che “i globali” – i massoni “deviati” -, attraverso i loro portavoce (i “politically correct”), ci dicono essere criminale, assassina, nazista, fascista, populista, mafiosa, razzista, xenofoba, retrograda, provinciale, sessista, vecchia, bifolca… Perché? Semplicemente perché hanno paura di perdere il potere assoluto».

L’autore individua la specifica categoria dei “politically correct” (per l’appunto, quelli del “politicamente corretto”), la quale, come afferma, è quella peculiare area che i massoni-globali-“deviati” (per utilizzare le sue stesse parole) utilizzano per far sì che il dominio quasi assoluto di questi ultimi rimanga tale.

Scrive: «I burattinai, coloro che gestiscono questo impressionante e pericolosissimo Esercito di parassiti, violenti ed ipocriti [parlo, ovviamente, di coloro che Marcello Veneziani definisce i “politically correct”: la Sinistra mondiale, i ricchi ed i figli dei ricchi, quelli della “caviale e champagne”, coloro che hanno una visone del Mondo e delle cose solo ed esclusivamente teorica (e non pratica), coloro che parlano solo ed esclusivamente per sentito dire, N.d.A.], hanno eccessivamente forzato la mano: si sono spinti molto oltre, rendendo poveri anche tantissimi di coloro che avevano avuto la possibilità di conoscere e vivere il benessere; tantissimi di coloro che appartenevano alla ormai quasi sepolta classe media, di cui l’Italia vantava il primato assoluto nel Mondo.

Ecco perché le super-oligarchie mondiali temono, per la prima volta, di perdere il potere assoluto: perché svariate centinaia e centinaia di milioni di persone – che appartenevano alla classe media e che avevano sempre preso per oro colato tutto quello che veniva comunicato attraverso l’informazione ufficiale, e che improvvisamente ed “inaspettatamente” sono scivolate verso il basso -, si sta lentamente risvegliando. Stanno lentamente uscendo da quel coma quasi irreversibile, talvolta voluto e talvolta non voluto, inconsapevole, in cui avevano silenziosamente vissuto per svariati anni: ovverosia, il benessere.

Voglio dire questo: la povertà, per svariate centinaia e centinaia di milioni di persone che non avevamo mai creduto alla povertà, si sta quasi rivelando un “bene”. Questo perché un ricco può anche in parte credere a quello che legge o ascolta e che riguarda la povertà: tuttavia, una cosa è vivere la povertà, un’altra cosa è sentirne parlare in TV o leggerla sui giornali. Loro, i burattinai, i massoni “deviati” – come affermavo – hanno eccessivamente forzato la mano, si sono spinti molto oltre. Adesso, a parte i “morti perenni” (tutti coloro che sono nati e cresciuti nella povertà, coloro che non contano e, molto probabilmente, non conteranno mai – cosa nella quale ovviamente spero di sbagliarmi, e la cui intollerabile tendenza io mi voglio impegnare ad invertire), c’è questo impressionante Esercito di ex benestanti, che si sta pian piano muovendo e risvegliando.

Il Mondo, fortunatamente, sta lentamente lavorando per tornare alla “normalità”, ma la strada è sicuramente molto lunga e niente affatto semplice. Questo perché i “globali” (gli attuali padroni di gran parte del Mondo) hanno esagerato, fino all’inverosimile. Utilizzando un’espressione del giornalista Paolo Barnard: “Hanno reso plausibile l’impossibile”. La guerra, ovviamente, è appena iniziata. Nessuna risorsa o forza che vira nella direzione opposta alla costruzione masso-globale-“deviata”, quindi, deve essere abbandonata».

Vincenzo Bellisario cita, nell’Introduzione al libro, un convegno su “Sovranità e Globalizzazione”, tenutosi a Milano, assieme ad oratori del calibro di Ted Malloch (diplomatico, fedelissimo di Trump), Giulio Tremonti (più volte Ministro dell’Economia), Thomas Williams (professore di Filosofia presso l’Università Saint Thomas di Roma e direttore per l’Italia dell’Agenzia Breitbart), Giuseppe Valditara (professore ordinario di diritto privato romano) ed altri, nel maggio del 2017, dove era presente anche Marcello Foa, che definisce uno dei massimi intellettuali italiani (scrittore, giornalista ed attuale Presidente della RAI).

Questo convegno, secondo l’autore, «risulterà essere tra i più importanti, in Italia e in Europa, in termini culturali, in sostegno di quel qualcosa di assolutamente “diverso” da quello che i signori “globali” ci hanno prospettato ed inculcato negli ultimi 30-40 anni, in Italia e nel Mondo (in primis nell’Eurozona e nell’Unione Europea): quel qualcosa di cui abbiamo assolutamente bisogno, per ritrovare la nostra la dignità come Popoli, e come singoli».
Bellisario condivide anche in maniera quasi totale l’appello di Marcello Veneziani, lanciato in data 2 gennaio 2019, con il pezzo “Per una rivoluzione conservatrice“.

Scrive infatti l’intellettuale e giornalista pugliese: «Signori della Grande Stampa e della TV, venditori di almanacchi e di oroscopi politicamente corretti, l’annuncio che avete dato a reti unificate è una bufala: il sovranismo non è finito dopo l’euro-accordo con Bruxelles sulla Manovra. Semplicemente non è ancora cominciato. Lo dico anche ai suoi fautori: il compito per l’anno neonato è far nascere un vero, maturo, duraturo sovranismo. Ossia un governo che governi nel nome del popolo sovrano e dell’amor patrio, che decida come sa decidere un governo davvero sovrano, che sappia anteporre gli interessi generali e nazionali a quelli settoriali e particolari, e che stabilisca il primato della politica e della comunità nazionale sulla finanza e sulla tecnocrazia globali.

[…] Da troppo tempo noi italiani, noi osservatori, siamo seduti a vedere i fuochi d’artificio, limitandoci solo a mettere e togliere i like e le faccine. E “loro” che fanno e dicono solo per conquistare quei like, quelle faccine. È tempo di fare un passo avanti, sporgerci di più, rimetterci in gioco, esigere e orientare una rivoluzione conservatrice. Altrimenti non fallisce solo un governo, e una formula, ma si spegne una comunità, anzi una civiltà. Mi piacerebbe che questo compito fosse la nostra verità. Qui comincia l’avventura».

Bellisario modificherebbe esclusivamente il concetto di “rivoluzione conservatrice” in “rivoluzione sovranista”. Afferma infatti: «I concetti di Destra e di Sinistra appartengono ormai ad un passato quasi remoto: sono vecchi di almeno 40-50 anni, se si pensa all’Italia. Se si guarda ad alcuni contesti occidentali più avanzati, i concetti di Destra e Sinistra sono superati finanche da molto più tempo».

Per quanto ovviamente egli guardi positivamente ad eventuali prossimi incontri in merito, crede allo stesso modo che la stoccata finale, più ampia e pubblica, bisognerà lanciarla tra la primavera del 2022 e quella del 2023: quando si terranno prima la scelta del nuovo PdR e poi le elezioni politiche in Italia, poiché lì si avrà finalmente la possibilità di scegliere persone e partiti-movimenti politici da Bellisario medesimo definiti “Amici del Popolo”.

Quindi, non amici dei “mercati”: i famigerati mercati dei capitali finanziari, cui supinamente si sono prostrate le precedenti amministrazioni, specialmente con la guida del Partito Democratico, alle idee dei cui dirigenti si assimila e confà l’attuale Presidente della Repubblica, che altro non è se non un esponente di queste stesse idee (od ideologie), proposto ed eletto al Quirinale da coloro che le hanno sostenute e sostengono.

L’autore parla [in merito al PdR, N.d.R.] di «una persona amica assieme alla quale tutto sarà possibile; ogni eventuale scelta, anche quelle che per ora qualcuno farebbe passare come “estreme”», e conclude: «Il concetto di “rivoluzione conservatrice” potrebbe apparire come un qualcosa di vecchio e potrebbe non essere compreso da tutti. Quello di “rivoluzione sovranista“, invece, è un concetto molto più ampio: un qualcosa che già ad oggi, sommando l’area di Governo con altre formazioni minori (tipo Fratelli d’Italia ed innumerevoli altre forze minori sovraniste di ogni area), conta quasi il 70% degli italiani».

Non incidentalmente, egli fa notare che «Oggi, tal Massimo D’Alema si rivolge a Calenda dicendogli quanto segue: “La malattia è il Neoliberismo, non il Sovranismo”… Tal Massimo D’Alema conosce bene la proporzione della ennesima mazzata che prenderanno nel 2023… Ecco perché cerca di “deviare”: ma per loro il tempo è scaduto, come è scaduto per Berlusconi, che oggi, assieme alle sue “amichette di merenda” e di Partito (Bernini, Gelmini e Carfagna), cerca di imitare il PD et similia, per provare a ritagliarsi uno spazio. Ma il tempo è scaduto».

Poi, si spinge oltre, con altri ragionamenti “esterni”, e cita i dirigenti e la quasi totalità dei militanti di PD e partiti europeisti affini. Afferma: «Se non sei con loro, sei contro di loro: quindi, nella più ottimistica delle ipotesi, sei un “Fascista”. Altrimenti, quanto segue: un criminale, assassino, nazista, populista, mafioso, razzista, xenofobo, misogino, retrogrado, provinciale, sessista, vecchio, bifolco»…, ed aggiunge, marcando assai bene le differenze: «Una volta loro, i dirigenti e i militanti piddini, bonini e boldrini, erano quelli della Sinistra; gli altri invece, quelli “Brutti, sporchi e cattivi” (come scriveva Ettore Scola e magistralmente interpretava il Gigante Nino Manfredi), erano quelli della “Destra”».

Quindi, rivolto ai dirigenti ed ai militanti della decaduta sinistra, ora sposa del globalismo: «Per circa 25 anni, avete accusato “quella persona” di ogni male possibile e di ogni tipologia di reato possibile; avete accusato e considerato “quella persona” un criminale. Non solo “quella persona”, ma anche tutti coloro che hanno appoggiato e votato la sua parte politica. Tuttavia, a pensarci bene ed a voler essere onesti fino in fondo, prima di accusare la parte politica di “quella persona” di ogni crimine possibile ed immaginabile, avete accusato tutte quelle che l’hanno preceduta: Leone, De Gasperi, Andreotti, Fanfani, Spadolini, Forlani, Moro, De Mita, Almirante, Craxi, Cossiga, Martelli… Finanche Falcone e Borsellino, i quali si erano “permessi” di essere vicini – se non erro, addirittura tesserati – ad un Partito che ai tempi rispondeva al nome di Movimento Sociale.

Inoltre, sempre se vogliamo essere onesti fino in fondo, non accusaste solo “quella persona”, ma anche la moglie e i figli, i collaboratori e gli amici, le aziende e gli averi. Oggi che “quella persona”, naturalmente rispondente al nome di Silvio Berlusconi, è politicamente flebile ed in declino, volete applicare le stesse operazioni a tutto ciò che d’altro vi è rispetto a voi. Ma il tempo è scaduto».

La requisitoria prosegue imperterrita: «Come mai non avete mai citato e/o indicato come “cattivi” grandi imprenditori e banchieri come Rothshild, Rockefeller, Buffett, Soros, Clinton, De Benedetti, Marcegaglia, Montezemolo, Benetton, Della Valle, Agnelli, Profumo, Passera, Elkan, Cairo, e la lista sarebbe ancora lunghissima. Come mai non avete mai citato e/o indicato come “cattivi” gli Andreatta, i Ciampi, i Draghi, gli Scalfaro, i Padoa Schioppa, i Napolitano, i Costamagna, i Monti, i Prodi, i D’Alema, i Cottarelli, i Padoan, i Letta ed altri innumerevoli?».

Vincenzo Bellisario cita anche Berlusconi: «Dissero che chi votava per Silvio Berlusconi era di “Destra”, era “cattivo”: questo provavano a far passare all’interno dei loro innumerevoli contesti mediatici e di massa. Loro invece, quelli della Sinistra, si ritenevano come per essenza “buoni”, infallibili, dall’unica parte giusta della Storia, rispettosi della Costituzione (quella stessa che nel dicembre del 2016 hanno cercato di stravolgere, fortunatamente demoliti dai cittadini italiani). Loro ci chiesero di “archiviare” la Destra e Berlusconi: per 25 anni, ininterrottamente. Tutti noi, alla fine, ci abbiamo veramente “ì”creduto” e li abbiamo accontentati. Ecco perché sono nati i Sovranisti e i Mondialisti».

Ma che cos’è il Sovranismo? Che definizione vi si può dare? L’autore così enuclea: «Il Sovranismo (dal francese “souverainisme”) è, secondo la definizione che ne dà l’enciclopedia Larousse, una dottrina politica che sostiene la preservazione o la ri-acquisizione della Sovranità nazionale da parte di un Popolo o di uno Stato, in contrapposizione alle istanze ed alle politiche delle Organizzazioni internazionali e sovranazionali». Il Mondialismo, invece, è «un Movimento di carattere politico-sociale, od atteggiamento di pensiero, che considera i vari fenomeni politici, economici, culturali, sociali, come espressione di una serie di complessi equilibri e relazioni tra i diversi Stati, e non come manifestazione di singole componenti nazionali».

E prosegue: «Una volta, quelli di Sinistra dicevano che quelli di Destra erano i Mondialisti, in quanto Capitalisti legati alle multinazionali, alle banche, ai “poteri loschi”, ai soldi ed a quelli “Brutti, sporchi e cattivi” di cui sopra. Oggi, invece, sono quelli di Sinistra che dicono apertamente e fieramente di essere Mondialisti. Inoltre, come se non bastasse, tantissimi di loro affermano tranquillamente di essere anche Capitalisti, cercando di spiegare che senza gli investitori internazionali ed i capitali esteri le cose non si muoverebbero. Promuovono inoltre, ed alla grande, le delocalizzazioni, insegnando tutto ciò addirittura nelle scuole ai bambini. Sono coloro che dicono che “Una buona percentuale di disoccupazione fa bene all’occupazione ed all’economia”; sono coloro che hanno imposto la deflazione, affermando che l’inflazione è uno dei mali assoluti».

Seguendo il filo logico ed argomentativo dell’autore, gli altri invece sono i Sovranisti, gli “sfigati”: coloro che vorrebbero chiudersi, che non hanno la mente aperta, che non saprebbero rapportarsi agli altri. Coloro che vorrebbero semplicemente recuperare ogni tipologia di Sovranità (costituzionale, monetaria, politica e via discorrendo) per stare bene a casa loro. Coloro che dicono rabbiosamente che vogliono tornare a decidere per se stessi. Coloro che non vogliono più accettare che altri possano decidere per loro. Coloro che vorrebbero applicare la Piena Occupazione, il Pieno Stato Sociale, e quindi distribuire a tutti gli cittadini i Pieni Diritti senza dover contare sugli altri.

I Sovranisti sono anche coloro per i quali non dovrebbero più esserci inoccupati, disoccupati, precari, persone senza fissa dimora o senza reddito, gente che non può curarsi perché non ha soldi o altro di ancora più triste. Coloro che vorrebbero nuovamente “stampare denaro” [più precisamente, emettere valuta secondo scelte politiche, e non contabili, N.d.R.] e fare deficit per garantire servizi. Coloro che guardano al Giappone, che ha un rapporto debito/PIL al 250%, piuttosto che al Congo, che viaggia sotto la soglia del 20%: a dimostrazione dell’assurdità dei criteri contabili di Maastricht.

I Mondialisti, invece, sono quelli che vogliono far sì che i Paesi europei portino il loro rapporto debito/PIL al di sotto 60% per “funzionare meglio”, magari pareggiando il bilancio (Fiscal Compact) od addirittura facendo avanzo primario. Il che significherebbe: spendere meno di quello che si incassa. Le varie nazioni dovrebbero quindi comportarsi all’opposto di come si muove uno Stato ed allo stesso modo di come si muove un privato cittadino: ma lo Stato si muove all’opposto del cittadino. Quindi, uno Stato non può fare il cittadino, esattamente come il cittadino, che si muove all’opposto dello Stato, non può fare lo Stato: altrimenti, crollerebbero entrambi.

I Sovranisti sono coloro che, all’opposto dei Mondialisti, sostengono che la disoccupazione sia il massimo cancro della nostra società, e che quindi vada stanata e sconfitta; dicono inoltre che è sempre meglio avere un po’ di inflazione, piuttosto che la deflazione. Inflazione significa troppi soldi a fronte di pochi prodotti, deflazione significa invece pochi soldi e tanti prodotti che rimangono invenduti, quindi blocco della produzione, licenziamenti di massa, disoccupazione e sottoccupazione, precarietà e lavoro mal pagato, perché tutti sono disposti a tutto pur di lavorare e guadagnare qualcosa. Ecco perché tale Francois Mitterand, anni fa, affermava che «La gente deve togliersi di mezzo. La piena occupazione darebbe troppo potere al popolo. La deflazione, la disoccupazione e i lavori precari, invece, glielo sottraggono».

I Sovranisti sono coloro che non vogliono più dipendere dagli esterni. Coloro che affermano che certamente per tante cose non si torna indietro, ma che per ogni cosa bisogna decidere con indipendenza. Difatti, tu, “esterno”, puoi tranquillamente investire e/o altro, se noi decidiamo per una eventuale crescita del settore privato; ma non pensare neppure di poterti appropriare dei servizi essenziali alla popolazione, cioè dei beni pubblici (acqua, luce, gas, trasporti [il caso della famiglia Benetton con Autostrade è emblematico, N.d.R.], sanità, istruzione, ecc…).

I Sovranisti sono coloro per i quali è meglio non appoggiarsi a nessuno, perché «Se ti appoggi a qualcuno, ricorda che se si sposta, tu cadi». Sono coloro che ti dicono: «Onestamente, a me, di tutte le varie oscillazioni mondiali, di tutte le variabili delle multinazionali, degli agglomerati bancari, assicurativi e quant’altro, e di tutti i movimenti e flussi dei cosiddetti “mercati” finanziari, non interessa niente!». Coloro che ti dicono che tutte queste realtà possono anche e tranquillamente continuare ad esistere, ma devono completamente essere slegate da ogni contesto che riguarda lo Stato, il Governo, la produttività, la famiglie, la vita delle persone. «Volete giocare con i “mercati”? Fatelo pure: come quando giocate al bingo: se va bene, okay, altrimenti il problema è vostro, esclusivamente vostro, non di tutti». Prosegue Bellisario: «Loro chiesero di “archiviare” la Destra; tutti noi, alla fine, ci abbiamo veramente creduto e li abbiamo accontentati… Ecco perché sono nati i Sovranisti ed i Mondialisti.

Ecco perché i concetti vecchissimi di Destra e di Sinistra sono stati ormai definitivamente archiviati».
Di nuovo: «I Mondialisti sono loro, i dirigenti ed i militanti piddini, bonini e boldrini (ma anche, ormai, una buona parte degli irrilevanti forzisti), quelli che una volta erano di Sinistra e “sovranisti”, quelli che dovrebbero aver capito tutto… I Sovranisti, invece, sono tutti i tantissimi altri: parliamo di quasi il 70% del Popolo italiano, europeo e mondiale, coloro che dovrebbero non aver capito nulla…

Ecco perché la stragrande maggioranza ha votato e vota per la Lega ed il MoVimento 5 Stelle. Ecco perché dobbiamo continuare ad accontentarli. Ecco perché bisogna continuare ad appoggiare “a morte” il Governo sostenuto dalla Lega e dai 5 Stelle. Ecco perché bisognerà continuare a sostenere e votare i due Partiti che sono attualmente al Governo: semplicemente, perché ce l’hanno chiesto proprio “loro”».

Vincenzo Bellisario lancia poi un monito ad alcuni esponenti di spicco del MoVimento: «Non si può la mattina essere con il popolo sovrano e la sera dalla parte del Mondialismo e dei Mondialisti. Altrimenti, a breve, i vostri militanti vi condanneranno all’estinzione. Non fatevi “fottere” dai massoni, dai paramassoni e dai loro “amici di merende” inseriti all’interno di tutte le Istituzioni mediatiche e di massa che si sono già messi al lavoro per provare a “deviare” questi due concetti fondamentali ed opposti». Ancora: «I Mondialisti sono coloro che ti dicono quanto segue: “Faccio io per te, perché io so come si fa; tu invece non lo sai”; sono quelli che ti dicono che “La Democrazia è una forma di Governo sbagliata, perché è assurdo che siano le pecore a guidare il pastore” (Mario Monti); sono quelli che ti dicono che “Gli Stati e i Governi – quindi le Costituzioni e i Parlamenti – sono superati”.

Sempre l’ex Presidente del Consiglio italiano ha detto: “Non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di crisi, e di gravi crisi, per fare passi avanti. I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di parti delle sovranità nazionali a un livello comunitario. È chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini a una collettività nazionale, possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle perché c’è una crisi in atto, visibile, conclamata”.

I Sovranisti, invece, semplicemente, sono coloro che decidono volta per volta e si affidano alla base: sia durante il percorso di legge, sia senza alcun problema anche dopo che una legge è stata approvata, magari con un Referendum. I Mondialisti, invece, odiano i Referendum: ve la ricordate la Brexit? Vi rinfresco le idee: “Brexit mi è servito anche a capire che in giro c’è tanta gente che reputa il Popolo incapace di intendere e votare”; “Monti, Saviano e molti altri, sottolineano che il Popolo non necessariamente fa le scelte giuste. Ciò accade solo raramente e, precisamente, quando queste scelte coincidono con le loro”; “L’Inghilterra e Londra sono passate, secondo la stampa occidentale, in 48 ore da simbolo di integrazione, libertà, multiculturalismo e quant’altro, a Covo di fascisti, nazisti, razzisti, vecchi, bifolchi”; “L’odio per l’esito di un Referendum Democratico, che da due giorni gli europeisti stanno vomitando in ogni mezzo di comunicazione e sui social, guidati dai vari Mario Monti, Saviano, Severgnini e compagnia, fa paura”».

Poi l’autore si rivolge agli “iper-sovranisti”, quelli che vorrebbero fare tutto e subito, e che onestamente avrebbero anche ragione, considerando lo sfacelo sociale ed umano italiano in piedi da oramai troppi anni. «Io pure sono tra questi – afferma – ma, a differenza degli “iper-sovranisti”, tengo conto di una serie fondamentale di cose. Gli “iper-sovranisti” dimenticano alcuni fattori: al Quirinale, c’è “uno di loro”. Stessa cosa per Bankitalia. Stessa cosa alla Consulta, al CSM, all’interno di tutte le Alte Corti, in Confindustria, CGIL, CISL, UIL, quasi ovunque. Inoltre, l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, avverrà solo nel 2022».

Vincenzo Bellisario considera il “Sovranismo” come «una sorta di auto-difesa dal cancro mondiale, irreversibile e criminale, dei signori “globali” – i massoni “deviati” -, che di fatto negli ultimi 30-40 anni, hanno privatizzato il Mondo ed i servizi indispensabili con profitti eterni, e si sono sostituiti ai Governi, ai Parlamenti ed alle Democrazie. Hanno fatto e fanno tutto quello che vogliono, in maniera assolutamente incontrollata ed indisturbata: come vogliono, dove vogliono e quando vogliono».

Quindi, prosegue: «Ecco perché il ritorno al “Sovranismo”; ecco perché bisogna andare dalle parte opposta a quella che ci hanno prospettato negli ultimi 30-40 anni i vari Soros, Van Rompuy, Junker, Barroso, Trichet, Merkel, Sarkozy, Napolitano, Andreatta, Draghi, Monti, Prodi, Padoan, Bonino ed il 99.9% di tutti i media a loro asserviti, mondiali ed europei. Ecco perché bisogna tornare ad essere padroni in casa propria, “riprendersi le chiavi di casa” [citazione da Antonio Maria Rinaldi, N.d.R.], riappropriarsi delle Sovranità – per tutti coloro che come noi le hanno perse – e non cederle. È una medicina indispensabile, la cura dai mali esterni e la soluzione per tutti i mali interni, una sorta di difesa immunitaria indispensabile. Senza difese, in questo Mondo zeppo di malattie finanziarie costruite ad hoc dai “globali-deviati”, si muore: non c’è alcuna speranza.

Parliamo sempre, naturalmente, delle malattie costruite ad hoc dai “globali-deviati” per affondare i Popoli ed impadronirsi degli Stati, sostituendosi ai Parlamenti ed alle Democrazie, in modo da impossessarsi di tutti i beni non più pubblici eppure comunque indispensabili (che, in quanto tali, garantiscono profitti eterni: sanità, istruzione, pensioni, acqua, luce, gas, trasporti, telefonia ed altro). Per citarne soltanto una e, purtroppo, molto tragica: perché la famiglia Benetton ha acquistato la Società Autostrade? Forse perché forniva e fornisce almeno due miliardi di euro di utili all’anno? Perché, invece, la famiglia Benetton non ha acquistato le fabbriche che producono bottigliette di plastica, tappi di sughero o gessetti per le lavagne? E, al contempo: perché lo Stato, che ci dicevano che aveva bisogno di soldi, e che quindi per forza di cose avrebbe dovuto vendere, privatizzare e liberalizzare, privatizza aziende che forniscono utili da capogiro? Perché, nonostante le impressionati privatizzazioni, il debito, che avrebbe dovuto scendere, è salito di svariate centinaia, centinaia e centinaia di miliardi di Euro? E continua a salire incessantemente, nonostante i pesantissimi sacrifici di quasi tutti e l’impoverimento dei poveri per l’arricchimento dei ricchi? E perché le aziende pubbliche, che ci dicevano che erano obsolete, sono diventate degli “scatafasci” ed i prezzi dei servizi che, dopo le privatizzazioni, ci dicevano sarebbero scesi, nel giro di pochissimi anni, si sono triplicati, con peggioramento dei servizi?».

Ancora, agli “iper-sovranisti”: «Giulio Sapelli avrebbe dovuto essere il nostro attuale Presidente del Consiglio e Paolo Savona il nostro attuale Ministro dell’Economia. Detto questo: davvero riuscite ad immaginare che chi ha “fatto fuori” Giulio Sapelli e Paolo Savona possa collaborare con il Governo, magari in gioco di squadra segreto e rapido, per esempio in un weekend, quando i cosiddetti “mercati” sono chiusi, in modo da fare tutto quello di cui avremmo eventualmente bisogno?». E conclude: «Bisogna avere molta pazienza, ed arrivare alla fatidica data: il 2022… Giorno in cui al Colle, dopo trent’anni di dominio assoluto filo-mondialista, finalmente inseriremo un “Amico del Popolo”».

(La Redazione)

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