Redatto da Oltre la Linea.

Il “modus operandi” delle Banche Centrali per come lo conosciamo è sulla via del tramonto, ed «è inevitabile» che qualcosa come la Teoria della Moneta Moderna lo sostituisca: queste le parole dell’investitore miliardario Ray Dalio.

La dottrina economica nota come MMT sostiene che i governi dovrebbero amministrare le loro economie attraverso la spesa pubblica e la tassazione. Non dovrebbero invece di affidarle a delle Banche Centrali indipendenti perché lo facciano per il tramite dei tassi di interesse. Questa teoria, inoltre, si impegna a quietare le paure sul budget di spesa, sui deficit statali e sui debiti nazionali argomentando che Paesi come gli Stati Uniti, che hanno una loro moneta sovrana, non possono fallire ed hanno molte più possibilità di spesa di quanto usualmente si creda – a condizione che l’inflazione sia moderata.

Il dibattito sulla MMT, che è languito nell’oscurità per decenni, è esploso negli ultimi mesi. L’idea è stata criticata da una serie di pesi massimi del mondo finanziario. Da Warren Buffet al presidente della Federal Reserve Jerome Powell. Ma Dalio, il fondatore di Bridgewater Associated, il più grande hedge fund del mondo, ha detto che i politici, in futuro, non avranno altra scelta che abbracciarla.

La loro sfida sarà quella di «produrre benessere economico per la maggioranza della popolazione, nel momento in cui la politica monetaria non funzionerà più», ha scritto Dalio nel suo ultimo post sul LinkedIn. Se consideriamo gli ultimi quarant’anni, l’era del dominio delle Banche Centrali, la diseguaglianza nel reddito e nel benessere è sorta nella maggior parte delle nazioni sviluppate.

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Dalio: è tempo di una nuova teoria della moneta

Tagliare i tassi di interesse, o comprare titoli finanziari nell’operazione nota come “quantitative easing”, hanno quasi esaurito la loro capacità di stimolare l’economa, ha scritto Dalio. Con ogni probabilità, questi procedimenti saranno rimpiazzati da una terza generazione di politica monetaria, che egli ha etichettato “MP3”. Essa coinvolgerà «una coordinazione fra politiche fiscali e politiche monetarie» lungo le linee generali suggerite dalla MMT, anche non necessariamente seguendo le loro esatte prescrizioni.

Lo spostamento è già ben avviato, ha scritto Dalio. Con i tassi di interesse fissati vicini allo zero sia in Europa che in Giappone, [una cosa] verosimilmente da riportare anche qui negli Stati Uniti quando l’economia vacilla, i rilevamenti sulla politica fiscale «sono nell’insieme ciò che sta già succedendo».

Gli Stati Uniti hanno nettamente innalzato il budget per il deficit spending dopo la crisi del 2008, ed è ciò che si sta facendo anche sotto il presidente Donald Trump. I responsi dei mercati finanziari hanno supportato gli argomenti della MMT. I rendimenti sul debito governativo non sono aumentati di molto, anche se ce ne sono molti di più in giro.

Dalio: è tempo di una nuova teoria della moneta

Il Giappone sta portando avanti questa operazione persino da molto più tempo – ed ancora, dopo due decenni di imponenti deficit, può ancora prendere in prestito denaro virtualmente in maniera del tutto gratuita.

Dalio ha fornito degli esempi su come questo tipo di politiche possano evolvere, pur senza dare loro un endorsement. Le Banche Centrali potrebbero stampare moneta direttamente per finanziare i programmi dei governi – bypassando la necessità di vendere delle obbligazioni. Esse potrebbero comprare degli immobili «che, in seguito, idealmente potrebbero essere utilizzati per scopi socialmente vantaggiosi». Potrebbero inoltre cancellare i debiti incombenti sull’economia, in una sorta di “giubileo”. Nei momenti di flessione, potrebbero direttamente consegnare del denaro alla cosa pubblica, un’idea ampiamente nota con il nome di “helycopter money”.

Dalio ha riconosciuto il fatto che ci sono dei rischi. Politiche di tal fatta potrebbero spingere «il potere di creare ed allocare denaro, crediti e spesa» nelle mani dei politici. È il “democratico rischio” della de-tecnicizzazione delle politiche economiche.

«È difficile immaginare come il sistema verrà costruito per raggiungere questo obiettivo», ha detto. Tuttavia, «allo stesso tempo è inevitabile, noi siamo diretti verso questa destinazione».

(da Bloomberg – Traduzione di Lorenzo Franzoni)

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