di Anna Zanardi Cappon
Adam Neumann, fondatore ed ex ceo di Wework, è l’ennesima dimostrazione di quanto l’equivalenza aihmè fin troppo frequente, fra genio creativo e imprenditore di successo sia letale. Innanzi tutto per il soggetto stesso che si trova catapultato in una voragine dagli ingredienti a lui sconosciuti, poi per chi ha creduto in lui, shareholder tutti, compresi dipendenti, investitori e comunità impattate dalla sua azienda. Ma c’è forse un ulteriore elemento che è più generazionale e attraversa le generazioni seguenti la mia, quella dei baby boomers, includendo solo tangenzialmente la X, ma travolgendo la Z, i Millennials e chi a seguire. Credo infatti che i baby boomers  siano  stati gli ultimi  a vivere la crisi come un elemento di discontinuità in una vita lineare, un accidente imprevisto in un ordine funzionante. Le generazioni seguenti  fanno della crisi un  elemento identitario, profondamente caratterizzante le loro personalità e modalità di interazione col mondo. E questo apre le porte a una diversa vision…



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