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“Ci sono azioni che i capi di governo devono compiere ora. Non c’è tempo da perdere”. Così si conclude un articolo di approfondimento sul nuovo coronavirus su The New England Journal of Medicine. L’articolo è a firma nientedimeno che di Bill Gates, il ricchissimo co-fondatore di Microsoft, che attualmente si occupa interamente della Fondazione Bill & Melinda Gates, no-profit privata creata nel 2000.

Il magnate spiega che bisognerà che i governi stanzino miliardi di dollari per far fronte all’epidemia di Covid-2019, uno sforzo necessario per la salute delle persone e per l’economia delle nazioni. E devono farlo nella maniera più efficiente, in modo che tutti, anche i paesi più poveri, abbiano accesso a questi farmaci. E Gates spiega come, analizzando punto per punto come poter procedere per gestire al meglio la situazione, quali sono le priorità, sia a livello sanitario sia a livello economico.

L’influenza spagnola, un precedente storico

La sua analisi si apre con un paragone, quello con l’influenza spagnola, una pandemia che nel 1918, poco più di 100 anni fa, uccise milioni di persone nel mondo. Il tasso di letalità, infatti, fu insolitamente alto per trattarsi di un’influenza, pari circa al 2% (mentre in quella stagionale solitamente siamo ben al di sotto dell’1%). Il confronto ovviamente non è fra la spagnola e il Covid-2019, che non è (per ora) una pandemia e i cui numeri dei contagiati e dei decessi sono molto più bassi, ma con la situazione dell’epoca, una crisi importante dovuta a un virus, come in questo caso.

Coronavirus, i due aspetti che lo rendono una minaccia

Ci sono due ragioni per cui il nuovo coronavirus è una minaccia, spiega Bill Gates. La prima è che può causare decessi anche fra le persone giovani e non soltanto nella popolazione anziana – che rimane comunque la più colpita, in termini di sintomi gravi e di deceduti. La seconda è che il virus si trasmette abbastanza efficientemente, più di quello che causò la Sars nel 2002-2003 e la Mers nel 2013 (che comunque ricordiamo che avevano una letalità molto più alta).

Aiutare i paesi più poveri

L’idea di Bill Gates è che bisogna agire quanto prima, aiutando anche i paesi a basso e medio reddito, come alcuni paesi dell’Africa e sud-asiatici. Questo serve a salvare vite e a contenere la circolazione globale del virus Per la nuova emergenza sanitaria la Fondazione di cui Bill Gates è co-presidente si è già impegnata a stanziare 100 milioni di dollari in fondi di emergenza, come ha riportato l’Ansa il 22 febbraio.

Da un vaccino a nuovi antivirali

In questa cornice, Bill Gates ha spiegato come procedere. Si deve accelerare il lavoro di ricerca delle terapie e dei vaccini . La sfida è anche tecnica:bisogna  sviluppo di piattaforme tecnologiche (le tecnologie che servono per produrre i vaccini) sicure, per cui le revisioni previste dal processo regolatorio possano avvenire rapidamente.

Inoltre, se a seguire la ricerca di un vaccino sono i principali forum di esperti a livello globale è più probabile che si arrivi prima al risultato. Fra questi sono citati l’R&D Blueprint dell’Organizzazione mondiale della sanità e le reti dell’International Severe Acute Respiratory and Emerging Infection Consortium (Isaric) trial network e the Global Research Collaboration for Infectious Disease Preparedness (GloPIDR). L’obiettivo sarebbe quello di avere i risultati di un trial clinico e le prime approvazioni in tre mesi o meno (finora si parlava di tempi più lunghi) senza che la sicurezza venga meno, ovviamente.

Mentre per gli antivirali servono sistemi strutturati e rapidi che valutino nuove molecole candidate e farmaci già esistenti. Il tutto possibilmente servendosi dell’intelligenza artificiale, in particolare del machine learning, che velocizza questo processo. Il punto riguarderà poi la capacità di distribuire miliardi di dosi in tutto il mondo, che arrivino a tutti.

Un forte impegno economico, che viene ripagato

Ma tutto questo, vaccini e terapie, richiede miliardi di dollari di finanziamento. Il finanziamento da parte dei governi è necessario, ha spiegato Bill Gates, proprio perché si tratta di investimenti ad alto rischio e un intervento da parte delle istituzioni fa sì che le aziende farmaceutiche entrino in gioco. Un investimento importante, anche perché, oltre a salvare le vite delle persone, si contrasta il crollo finanziario e si protegge l’economia di interi paesi, messi a dura prova dal nuovo coronavirus.

Infine, i governi e le aziende devono essere d’accordo su un punto: non si può, in questo caso, vendere farmaci e vaccini al miglior offerente, a chi paga di più. Questi prodotti, infatti, devono essere resi disponibili e accessibili anche economicamente a chi si trova suo malgrado al centro del ciclone, cioè dell’epidemia, e a chi ha più bisogno. E questo ha un ritorno in termini di salute (e non solo) sia per loro sia per tutti gli altri. Insomma, non resta che agire.

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