Redatto da Oltre la Linea.

Nonostante le mosse, mediatiche e sottobanco, poste in essere per impedirlo, nei giorni scorsi si è tenuto a Verona il XIII Congresso mondiale delle famiglie.

Un evento contro cui si è mobilitato l’intero establishment del politicamente corretto: politici, politicanti, giornalai e cabarettisti che hanno mosso attacchi faziosi da ogni parte, peraltro muovendo critiche inconsistenti, con il solo e unico vero obiettivo di guadagnare l’attenzione dei media mainstream, che ovviamente hanno dedicato ampio spazio alle proteste, e di silenziare l’opinione dell’avversario, di chi non la pensa come loro. Loro, i democratici.

La Sinistra usa sempre lo stesso schema: strumentalizza i giovani, gli adolescenti, che notoriamente si trovano nella fase della vita in cui si è in preda alla contestazione di tutto e di tutti, anche e soprattutto di ciò che non si capisce, semplicemente perché non si hanno gli strumenti necessari, ovvero l’esperienza, la saggezza e la cultura per capire.

Bassi istinti sobillati per smuovere i facinorosi

La folla, aizzata dalla parte politica peggiore del Paese, che nello stesso momento in cui afferma di voler combattere le fake news le diffonde a ogni pié sospinto pur di attirare le masse dalla propria parte (masse che, non lo si dimentichi, disprezza profondamente in segreto con la stessa intensità con cui le osanna pubblicamente) ha manifestato, di fatto, contro la libertà di espressione, che è un diritto tutelato dalla Costituzione.

Ma loro sono fatti così, i democratici a giorni alterni, che difendono la democrazia solamente quando il popolino vota o si esprime secondo la loro volontà. Se invece accade altrimenti, allora si è in dittatura, rigorosamente “fascista”, e deve scattare la “disobbedienza civile”.

Difendere la famiglia naturale è un diritto

Non si è udito un solo intervento, da parte degli oppositori di questo congresso, cui si possa attribuire l’aggettivo “sensato”.

Hanno urlato allo scandalo per la riproduzione di un feto, accompagnato dall’espressione “L’aborto ferma un cuore che batte”, come se non fosse una verità sacrosanta. È vero o non è vero che tutti noi siamo stati quel “grumo di cellule”?

È vero o non è vero che se siamo qui a scrivere, a parlare, a vivere, persino a protestare, a torto o a ragione, è perché le nostre mamme non hanno abortito e ci hanno permesso di venire alla luce? Sei milioni di bambini, dal 1978 a oggi, non sono nati in seguito all’applicazione della legge 194.

Si scagliano contro chi difende la famiglia naturale, tutelata dall’art. 29 della Costituzione: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”.

Sciorinano polemiche e attacchi al vissuto personale dei difensori del congresso, perché non hanno argomenti per contestarne i contenuti.

Un coro di falsificazioni e assurdità frutto dell’ignoranza

Roba da Medioevo!”, “Oscurantisti!”, “Vogliono abolire i diritti altrui!”, “Vogliono le donne in casa a stirare”, “Misogini! Retrogradi!”, “L’utero è mio e lo gestisco io!”, belano gli alfieri del “progresso”. Progresso? La società attuale è davvero più felice di sessant’anni fa? A ben guardare, sembrerebbe proprio di no.

Le politiche cosiddette progressiste hanno creato un’emergenza morale che sarà difficile oltrepassare, dopo anni e anni di propaganda martellante che ha attraversato intere generazioni e continua tuttora.

A parte il fatto che bollare qualcosa con l’etichetta “da Medioevo” in termini dispregiativi rivela una radicata ignoranza, visto che luci e ombre si trovano in ogni era della Storia umana, e nel Medioevo, per la cultura, si contano più luci, che ombre, propedeutiche peraltro all’epoca rinascimentale. Sorvoliamo.

Difendere la famiglia naturale è un diritto

Il punto è che, piaccia o non piaccia, qualunque costruzione mentale, teorica, ideologica, deve sempre, a un certo punto, fare i conti con la realtà. E le costruzioni figlie di ideologie sinistre (da intendersi in entrambe le accezioni) non hanno fondamento nella realtà.

L’omosessualità non è un comportamento “naturale”, l’eterosessualità lo è, ed è ciò che ha garantito il perpetuarsi della specie umana nei millenni, guarda un po’. La biologia non è un’opinione, la genetica non è un’opinione, la scienza non è un’opinione.

La scienza afferma che esistono solo due generi, XX o XY, tertium non datur. O appellarsi alla scienza va bene solo quando si parla di Darwin e dell’evoluzionismo?

Dopodiché, dire che l’omosessualità non è un comportamento “naturale”, non significa dire che non sia legittimo. Nella massima libertà, ognuno può tenere la condotta che più gli aggrada, purché agisca nella legalità. Ma nel momento in cui si parla di figli, allora no, signori, lì non si può rivendicare alcuna libertà, perché la libertà dell’adulto non è più importante della libertà di un bambino (anzi, i bisogni del bambino hanno la precedenza quando si parla di tutele, dal momento che essi non possono difendere quei bisogni da soli e occorre che qualcuno lo faccia per loro).

Con quale “diritto” si priva un bambino del diritto naturale di avere una madre e un padre? Con quale “diritto” si decide di bloccare la pubertà di un preadolescente, che per definizione non ha alcuna patente di maturità? Al di sotto dei 14 anni non si è neanche imputabili, secondo il nostro Codice penale. E ora volete raccontare che un ragazzino è in grado di sapere chi e che cosa vuole essere?

Desideri scambiati per “diritti” mutilano i più deboli

Studi scientifici dimostrano che nel 90% dei casi le “crisi” relative a quella che comunemente viene chiamata “disforia di genere” si risolvono proprio con la pubertà. La soluzione, quindi, sarebbe bloccarla? E quanto costano questi farmaci, per curiosità?

Difendere la famiglia naturale è un diritto

Perché alla fine si va a parare sempre lì: tutte queste battaglie per la difesa di desideri, scambiati per diritti, non sono gratis, ma a scopo di lucro: case farmaceutiche, cliniche specializzate in “cambio di sesso” (che è scientificamente impossibile), psicologi e psichiatri che dovranno seguire questi “percorsi” di trasformazione per tutta la vita dei pazienti

Quanto costa tutto questo? Qual è il costo umano, in termini di sofferenza, di disagio, di infelicità nel rincorrere qualcosa che non si potrà mai ottenere ma che si viene illusi si possa raggiungere?

E che dire delle donne che mettono in vendita i loro ovuli come se fossero caramelle, o delle donne, spesso del Terzo mondo, che fanno prendere in affitto i loro uteri a ricche coppie occidentali per sfornare pargoli che non rivedranno mai più, e che saranno per sempre orfani di madre?

Ironizzano, i progressisti, su chi asserisce di voler difendere Dio, Patria e Famiglia, cioè i valori su cui si è fondata la civiltà occidentale durante l’intera sua esistenza.

L’opinione e la Verità del credente

L’uomo si illude, rifiutando Dio, di potersi svincolare da una morale che è scritta dentro di lui, perché è fatto a immagine di Dio, che piaccia o meno. Le leggi della natura non possono che coincidere con le leggi di Dio, poiché Dio ha creato il mondo, piaccia o non piaccia.

Difendere la famiglia naturale è un diritto

Il pluricitato di questi giorni, Chesterton, in “Ortodossia” (1908), scriveva:

“Uomini che cominciano a combattere la Chiesa per amore della libertà e dell’umanità, finiscono per combattere anche la libertà e l’umanità pur di combattere la Chiesa”.

E così da decenni assistiamo a fiumane di pseudointellettuali, ospiti dei più prestigiosi salotti televisivi, che ridicolizzano il vero, che nei tempi di oggi, bisogna dirlo, coincide con l’ovvio, e pretendono di trasformare in totem la menzogna. In nome della libertà.

Ma dimenticano, questi “illuminati”, che non c’è libertà, dove non c’è verità: “Conoscerete la Verità e la Verità vi farà liberi” (Gv 8,32).

(di Federica Palmieri)

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