Gli ottocento ricercatori che popoleranno il nuovo edificio dello Human Technopole avranno a disposizione oltre 16.500 metri quadri destinati ai laboratori per la ricerca scientifica. La nuova struttura che sorgerà nell’ambito dell’ex area Expo, sede del Milano innovation district (Mind), sarà quartier generale, ma anche manifesto della più generale visione scientifica del nuovo istituto italiano per le scienze della vita.

Nel 2019, era stata lanciato il bando per la progettazione dell’edificio che affiancherà il Palazzo Italia e le altre strutture già esistenti nel campus. La gara prevedeva due fasi: nella prima una scrematura dei progetti aderenti per individuare le sette migliori proposte, nella seconda l’individuazione del progetto vincente. Come annunciato oggi da Fondazione Human Technopole e Arexpo, il concorso internazionale è stato vinto dallo studio di architettura Piuarch. Vittoria in casa quindi per questa realtà milanese, presente in città da oltre vent’anni, e che ha già lavorato ad altri interventi di riqualificazione sul territorio.

Il nuovo edificio ospiterà strumentazioni scientifiche, laboratori e postazioni per i ricercatori per lo studio di patologie gravi, come malattie neurodegenerative e tumori. Non sarà solo uno spazio per i professionisti di oggi, ma anche di quelli di domani.

Come sottolineato infatti dal direttore dello Human Technopole, Iain Mattaj un intero piano sarà dedicato ad attività di formazione, per formare una nuova generazione di studiosi e favorire anche il trasferimento tecnologico. Per Mattaj, l’edificio dovrà garantire il massimo dell’interdisciplinarietà possibile. Rispondendo a una domanda di Wired sulle tecnologie che saranno presenti, lo scienziato afferma che la scelta è correlata anche al processo di reclutamento degli scienziati e quindi in base alle varie esigenze. Per quanto riguarda le videoconferenze, pur definendole parte integrante della vita quotidiana, e asset costante per il mondo della ricerca, non ci sarà bisogno di spazi dedicati ad hoc. Le infrastrutture per lo stoccaggio e l’elaborazione dei dati saranno invece in un data center separato. Le tecnologie 3D ci saranno, e torneranno utili per i gruppi di ricerca al lavoro sugli organoidi.

Il progetto

L’edificio ospiterà anche spazi comuni, aule per eventi e corsi di formazione. Lo studio di architettura Piuarch ha convinto la giuria all’unanimità. Ai partecipanti si chiedeva di concepire soluzioni che rispondessero a diversi principi generali (ambiente di lavoro moderno, configurazione flessibile degli spazi) in nome di una filosofia basata sull’apertura, intesa come circolo di idee e soluzioni tra tutti coloro che popoleranno l’edificio. Secondo Monica Tricario di Piuarch, a ispirare la progettazione dell’edificio c’è anche una riflessione sul benessere dell’uomo, che sul piano architettonico si esprime al meglio quando funzionalità e bellezza si incontrano. Come dimostrano anche i tempi che stiamo vivendo, il tema della flessibilità, e quindi della possibile ridefinizione degli spazi a seconda dei bisogni più urgenti, non è teorico.

Gli spazi dominanti del nuovo quartier generale sono tre: un parterre attrezzato, una piazza coperta e un giardino pensile. Una sequenza che muove dall’esterno alla sommità dell’edificio: all’interno si apre quindi uno spazio coperto su cui si affacciano tutti gli uffici e i laboratori, che sarà quindi penetrato dalla luce naturale.

Una metafora del modo in cui lo Human Technopole promette di fare ricerca, in maniera trasparente. Il giardino pensile, sulla sommità dell’edificio, guarderà alla città ma anche a tutti gli altri edifici del campus e ospiterà anche piante, pendii verdi e piantumati, gradinate ed ampie piattaforme in legno. Fuori dai laboratori non mancheranno quindi spazi di relazione, confronto e scambio, guardando a un modello, quello della piazza italiana che torna come orientamento culturale e architettonico. L’edificio punta anche ad essere sostenibile, con impianti fotovoltaici su coperture, pensiline (al piano terra) e facciata al fine di provvederere anche al suo fabbisogno energetico.

L’annuncio del progetto vincitore arriva in un momento complicato per il paese, Milano e la Lombardia ma, come ricordato da Marco Simoni, presidente della Fondazione Human Technopole, la “comunicazione andava fatta per legge al termine di una gara complessa” ma diventa anche indicazione del bisogno di andare avanti e continuare a lavorare per come possibile (il campus di Mind è chiuso e i lavori edili sono in pausa), aggiungendo step importanti a quelli già fatti, tra sviluppi scientifici, assunzioni e primi bandi, strutturazione di governance e regolamenti interni. Secondo Simoni, “il nuovo palazzo rafforza quelli che sono gli anticorpi scientifici del paese” e mai momento fu più idoneo per sottolineare quanto la scienza serve per affrontare emergenze e crisi inaspettate. Altri bandi saranno necessari per arrivare a concretizzare il progetto e Simoni chiede al governo di “riflettere, aiutando Arexpo e altre stazioni appaltanti a fare presto”, tagliando laddove possibile la burocrazie che frena i progetti.

Per la costruzione del nuovo edificio, come confermato oggi, l’investimento previsto è pari a 94,5 milioni di euro. Il tempo di realizzazione previsto, tuttavia, non è inferiore ai tre anni.

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