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Servono a capire quante persone sono state colpite dal nuovo coronavirus. Sono gli ormai famosi e tanto discussi test sierologici, analisi del sangue che possono aiutarci a individuare se una persona, senza magari neanche saperlo, ha già contratto l’infezione in tempi più o meno recenti. E ora l’azienda farmaceutica americana Abbott, che ha appena vinto il bando indetto dal governo per la fornitura dei test sierologici nel nostro Paese, ha in programma di fornire gratis un primo lotto di 150mila kit.

Ma cosa sono esattamente i test sierologici, e in particolare come funziona quello sviluppato dalla Abbott? I test sierologici sono analisi del sangue, tramite prelievo o una goccia di sangue, in grado di determinare se una persona ha è entrata in contatto con il nuovo coronavirus. Precisiamo, quindi, che non sono test diagnostici, ossia che non servono a capire se la persona è affetta da Covid-19 in un determinato momento. Queste analisi, tuttavia, servono a conoscere la reale diffusione del nuovo coronavirus nella popolazione , di conseguenza, aiutare il governo e gli esperti su come e quando allentare le misure restrittive per contenere il contagio. In pratica, per il coronavirus si testa la presenza o meno degli anticorpi IgM e IgG. I primi, ci aveva raccontato l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, compaiono prima, ma poi generalmente scompaiono dopo qualche settimana. Gli anticorpi IgG, invece, si manifestano più tardi e rimangono a lungo, anche mesi. Inoltre, secondo quanto scritto in un documento del ministero della Salute, l’eliminazione del virus “solitamente si accompagna alla comparsa di anticorpi specifici di tipo IgG per il Sars-CoV-2 prodotti dall’organismo”.

In particolare il test sierologico sviluppato da Abbott rileva se una persona ha già contratto l’infezione identificando uno specifico anticorpo, IgG. “Il nuovo test ha dimostrato specificità e sensibilità superiori al 99% 14 giorni o più dopo l’insorgenza dei sintomi”, ha spiegato l’azienda farmaceutica. Precisiamo, tuttavia, che l’affidabilità di questi test non è mai al 100% (ossia che non generino mai falsi negativi né falsi positivi) e soprattutto che non c’è alcuna certezza scientifica che le persone che siano venute in contatto con il nuovo coronavirus abbiano poi sviluppato gli anticorpi.

Dall’inizio della fase 2, comunque, Abbott ha annunciato che fornirà in Italia un primo lotto di test sierologici per stimare la percentuale di persone colpite dal coronavirus su un campione di 150mila persone. “Dal 4 maggio potremmo iniziare l’indagine sui primi 150mila cittadini organizzati in un campione che abbiamo strutturato insieme all’Inail e all’Istat per anagrafe, zona, censo”, spiega il commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri. “E il vincitore non solo è quello che ha confermato di avere l’insieme degli otto requisiti di qualità che il Comitato tecnico-scientifico aveva posto alla base di questa gara, ma ha deciso che questi test debbano essere offerti a titolo totalmente gratuito. Dunque siamo riusciti a ottenere la migliore offerta sul mercato oggi esistente e contemporaneamente a non gravare sulle casse dello Stato”.

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