(foto: Biden-Harris Transition/Sipa Usa)

Joe Biden, fresco di insediamento alla Casa Bianca, dichiara guerra al coronavirus. E non è solo un modo di dire: il neo presidente degli Stati Uniti, infatti, ha annunciato che farà ricorso anche a misure straordinarie per riprendere il controllo e portare il paese fuori dalla crisi provocata dalla pandemia. Tutti i punti della sua strategia – dall’obbligo di portare la mascherina ai rimborsi federali agli stati – sono descritti in un documento di quasi 200 pagine, per un costo di 1,9 miliardi di dollari. Vediamo i principali.

Mascherine obbligatorie

L’ordine esecutivo lo aveva firmato il giorno stesso del suo ingresso ufficiale alla Casa Bianca, a rimarcare di nuovo la profonda differenza con l’amministrazione Trump: indossare le mascherine non è una violazione della libertà personale ma un atto patriottico. Per questo il nuovo presidente impone il loro utilizzo nelle strutture federali, su aerei, treni, navi e anche autobus interurbani, e raccomanda ai cittadini americani di indossarle sempre in luoghi pubblici per i prossimi 100 giorni.

Il coronavirus entro la prossima settimana avrà fatto 500mila vittime negli Stati Uniti, più di quelle durante la Seconda Guerra Mondiale, ha ricordato in diverse occasioni Biden. Bisogna fare di tutto per limitare il numero di contagi, anche per contrastare la diffusione delle nuove varianti che sembrano responsabili di sempre più casi di reinfezione – ha precisato l’immunologo Anthony Fauci, che rimane il consigliere per l’emergenza.

Quarantene per i viaggiatori internazionali

Non solo quarantena per i viaggiatori provenienti dalla Gran Bretagna, Biden vuole ampliare il provvedimento firmato dal suo predecessore a tutti coloro che entrano negli Stati Uniti. Inoltre le compagnie aeree dovranno richiedere a tutti i passeggeri di età superiore ai due anni una dichiarazione di negatività per il coronavirus.

Test

La strategia di Biden prevede la costituzione di una commissione per espandere l’accesso ai test per il coronavirus, una risorsa che la nuova amministrazione ritiene sia stata troppo poco applicata. Tuttavia, serviranno notevoli investimenti per il suo potenziamento.
Particolare attenzione verrà data allo screening degli asintomatici, che permetterebbe la riapertura di imprese e scuole, per cui è già stato dato incarico ai dipartimenti competenti di riscrivere le linee guida per un ritorno in sicurezza.

Vaccini

Biden ha promesso che nei primi 100 giorni della sua amministrazione verranno somministrate 100 milioni di vaccinazioni. Sebbene il piano punti a surclassare i risultati raggiunti dal suo predecessore Trump, secondo alcuni esponenti del partito repubblicano è ancora troppo poco ambizioso. Nell’arco di tempo indicato da Biden le dosi a disposizione dovrebbero essere 200 milioni e a quel numero bisognerebbe mirare fin da subito. “Se il presidente Biden vuole sviluppare un nuovo piano per somministrare 200 milioni di vaccini in 100 giorni”, ha dichiarato il numero 2 del partito repubblicano alla Camera Steve Scalise, “i repubblicani del Congresso sono pronti a lavorare con il presidente Biden per accelerare ulteriormente la distribuzione dei vaccini”.

Biden ha dato incarico alla Federal Emergency Management Agency di iniziare a istituire centri di vaccinazione comunitari supportati a livello federale, con l’obiettivo di avere 100 centri operativi nel prossimo mese. Inoltre intende creare unità mobili per raggiungere la popolazione delle aree urbane e rurali meno servite.

Priorità di vaccinazione agli operatori sanitari, a cui seguiranno le persone sopra i 65 anni e i lavorato essenziali, tra cui educatori e insegnanti. Ma ci vorranno comunque mesi per uscire dall’emergenza.

Legge sulla produzione per la difesa

In continuità con quanto fatto da Trump, anche Biden ha invocato il Defence Production Act, una legge istituita durante il conflitto in Corea per dare priorità alle esigenze di forniture interne. In questo caso la legge sulla produzione per difesa dovrebbe servire a dare priorità ai rifornimenti a Pfizer e Moderna per la produzione dei vaccini e anche alle imprese che realizzano dispositivi medici. Il team di Biden, infatti, avrebbe individuato diverse criticità di approvvigionamento, in particolare per mascherine chirurgiche e filtranti, camici , tamponi, reagenti e strumentazione per la realizzazione dei test.

Rimborso agli stati

Biden ha promesso che le spese sostenute dai singoli stati per la gestione dell’emergenza, compreso il ricorso alla Guardia nazionale, verranno rimborsate interamente.

Fiducia e equità

Oltre a rispondere in modo più efficiente all’emergenza pandemica, il nuovo presidente degli Stati Uniti vuole anche riavvicinarsi alla popolazione, ricostruendo un rapporto di fiducia basato sulla trasparenza nelle comunicazioni e sull’equità di trattamento. Riprenderanno regolari briefing scientifici guidati da esperti, e ci saranno azioni concrete contro la discriminazione sulla base di colore della pelle, estrazione sociale o provenienza territoriale.

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