GlobalCoin, la criptovaluta di Facebook, il cui whitepaper verrà pubblicato il prossimo 18 giugno, a confermarlo la stessa azienda social in una recente intervista.

Dopo aver annunciato le notizie riguardanti i nodi che faranno parte di questa rete e la possibilità di ATM dedicati, alla rivista tedesca WirtschaftsWoche, Laura McCracken, responsabile dei servizi finanziari e delle partnership di Facebook per il Nord Europa, ha confermato che GlobalCoin non sarà una stablecoin ancorata alle valute fiat.

L’intento è quella di evitarne la volatilità e per questo la decisione è quella di legare Globalcoin a un nutrito paniere di diverse criptovalute.

Ulteriori conferme arrivano dai recenti report che hanno visto il colosso dei social media intraprendere azioni di interesse in questo ambito con i provider per i pagamenti globali e con persone esperte del settore.

Tra le persone a collaborare al progetto Globalcoin figurano Christian Catalini del MIT come Chief Economist e Sunita Parasuraman.

Dall’altra parte del mondo, il sito web russo RBC ha riferito che il capo della compagnia petrolifera Rosneft, Igor Sechin, ha dichiarato la futura intenzione di voler utilizzare GlobalCoin nelle transazioni petrolifere.

Sicuramente l’azienda di Mark Zuckerberg ha tutto il potenziale per poter offrire un sistema di pagamento che includa più di 2 miliardi di utenti, nessuna banca al mondo ha una possibilità del genere.

I problemi maggiori che Facebook ha riscontrato, riguardanti lo sviluppo e il rilascio della propria criptovaluta GlobalCoin, sembrano proprio intaccare l’ambito giuridico e legale dei vari Paesi. Non bisogna dimenticare che non esiste, ad oggi, una giurisdizione in grado di vietare o approvare una legge globale per bitcoin e per le altre crypto, motivo per cui, almeno inizialmente, questo sistema vedrà luce in solamente una dozzina di Paesi in tutto il mondo.

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