Redatto da Oltre la Linea.

Alex Jones, Milo Yiannopoulos e Laura Loomer sono stati bannati da Facebook e Instagram. Come riporta il Guardian, Facebook ha bandito diversi account di spicco che, secondo la piattaforma di social media, promuovono il «nazionalismo bianco».

«Abbiamo sempre vietato le persone o le organizzazioni che promuovono o praticano la violenza e l’odio, indipendentemente dall’ideologia», ha spiegato un portavoce di Facebook. «Il processo di valutazione dei potenziali trasgressori è ampio ed è ciò che ci ha portato alla nostra decisione di rimuovere questi account oggi».

Esulta Media Matters for America, no-profit watchdog finanziata da George Soros.

«Questo è un passo nella giusta direzione, e mostra esattamente perché Facebook ha bisogno di pensare all’applicazione in modo più olistico», ha detto. «Facebook può aiutare a frenare la diffusione dell’estremismo, dell’odio e del bigottismo che è fiorito sulle sue piattaforme se rimane aperto alla riforma delle misure di applicazione». Esattamente il futuro di censura sui social che ha auspicato George Soros a più riprese.

Come riporta L’HuffPost, Secondo Soros, Facebook e Google sono diventati monopoli che sono un ostacolo stesso all’innovazione da cui sono nati. Ora «influenzano il modo in cui le persone pensano e si comportano, senza che le persone se ne accorgono» e questo può avere gravi conseguenze per la democrazia, particolarmente sull’integrità delle elezioni.

La censura su Facebook invocata da Soros

«La loro straordinaria redditività è in gran parte funzione del fatto che evitano responsabilità per i contenuti – che non pagano – delle loro piattaforme», ha continuato Soros. Le social media companies «ingannano i loro utenti manipolando la loro attenzione e dirigendola verso i loro obiettivi commerciali, provocando deliberatamente la dipendenza ai servizi che forniscono, il che è molto pericoloso soprattutto per gli adolescenti».

Watson, un editore di Infowars, ha confermato di essere stato bandito e ha detto che non gli è stata data alcuna spiegazione, né ha violato alcuna regola.

«In una società autoritaria controllata da una manciata di giganti della Silicon Valley, tutti i dissidenti devono essere eliminati», ha twittato. «Ora stanno solo mettendo al bando le persone per il pensiero sbagliato. Non c’è pretesa di far rispettare le regole. Se li sfidi, te ne vai».

(la Redazione)

 

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