(foto: Rafael Henrique/SOPA Images/LightRocket via Getty Images)

Facebook può contare su un bacino vastissimo di utenti che comprende 2,5 miliardi di persone in tutto il mondo: un numero che dimostra una diffusione capillare del social network a livello globale e, che in un momento di emergenza sanitaria come quello che stiamo vivendo, può essere molto utile per tracciare la diffusione dell’epidemia di coronavirus. Infatti, Mark Zuckemberg insieme ai ricercatori del centro epidemiologico della Carnegie Mellon University (Cmu), sta creando un sistema di tracciamento dei positivi, sfruttando proprio gli iscritti a Facebook. Per ora, le ricerche sono concentrate solo negli Stati Uniti, ma in caso di risultati positivi potranno essere applicate su larga scala anche agli altri paesi del mondo.

Come funziona il sistema di Facebook

La Cmu ha creato un sondaggio da somministrare agli utenti iscritti al social negli Usa, chiedendo di rispondere ad alcune domande riguardo la presenza o meno di sintomi legati al Covid-19, come febbre alta, perdita di olfatto e gusto o problemi di tipo respiratorio. In seguito, tutte le risposte vengono processate e catalogate e viene creata una mappa dei contagi. Un prospetto che, grazie all’utilizzo di uno strumento chiamato Covidcast, permette anche di creare una distinzione territoriale e di dividere i positivi in base agli stati di appartenenza. Il sistema, inoltre, cerca di essere di essere il più sofisticato possibile isolando i casi che accusano semplici sintomi influenzali.

“Le stime che abbiamo ricavato dai nostri sondaggi corrispondono ai dati che abbiamo a disposizione riguardo l’attività del Covid-19”, ha dichiarato in un comunicato Ryan Tibshirani, codirettore del team della Carnegie Mellon University. Infatti, i primi risultati pubblicati dai ricercatori il 20 aprile mostrano una stringente correlazione tra i dati raccolti su Facebook e quelli forniti dalla sanità pubblica. “Questo ci dà fiducia nel futuro perché presto pensiamo di essere in grado di fornire ai funzionari sanitari previsioni sull’attività della malattia”, ha aggiunto Tibshirani.

Anche Google sta partecipando al progetto, chiedendo a chi utilizza Google Rewards di rispondere alle domande del sondaggio della CMU. Secondo quanto riportato da Tech Cruchil progetto ha raccolto quasi un milione di risposte su Facebook e 600mila tramite le app di Montain View.

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