Mike Manley, il Ceo di Fca (foto: Chris J. Ratcliffe/Bloomberg via Getty Images)

Fiat Chrysler prova a recuperare il suo ritardo sulle auto a guida autonoma dopo che la fusione con Renault è saltata. Fca Usa, il braccio americano dell’azienda italo-statunitense, ha stretto una partnership con Aurora, startup della Silicon Valley che produce software e hardware per la guida autonoma, per lanciare oltreoceano una flotta di veicoli commerciali senza conducente. Per realizzare l’obiettivo, tutte le auto commerciali di Fca verranno integrate con Aurora Driver, la tecnologia sviluppata dalla compagnia.

Come sottolinea Bloomberg, non si conosce il valore economico di questo accordo, né quanti veicoli verranno integrati con la tecnologia e in che tempi. Mike Manley, il Ceo di Fca succeduto a Sergio Marchionne dopo la scomparsa dell’italo-canadese, ha detto: “Aurora porta con sé un insieme di competenze uniche e tecnologie chiave avanzate che integrano e potenziano il nostro approccio alla guida autonoma”.

Non è la prima volta che Fca stringe un accordo nel settore della guida autonoma: a gennaio 2018 ha venduto a Waymo, la divisione di Google che sviluppa auto senza conducente, migliaia di Chrysler Pacifica, e i minivan sono stati integrati con sensori, telecamere e Lidar, una tecnica di telerilevamento a distanza utilizzata nel campo della guida autonoma.

Cos’è Aurora

Aurora è una startup che ha sede a Palo Alto, in California, e a Pittsburgh, in Pennsylvania. È stata fondata agli inizi del 2017 da Chris Urmson, Sterling Anderson e Drew Bagnell, ex dirigenti rispettivamente di Google, Tesla e Uber, considerati pionieri della guida autonoma (Anderson gestiva il progetto Autopilot di Tesla). L’azienda sviluppa principalmente sistemi di livello 4 sulla scala Sae (Sae sta per “Society of Automotive Engineers”, l’ ente americano che si occupa di stabilire gli standard ingegneristici per i veicoli motorizzati). Questi modelli, detti di alta automazione, sono capaci di affrontare qualsiasi situazione in strada grazie alla presenza di sensori e comandi robotizzati, ma la presenza del conducente a bordo è comunque richiesta.

Aurora ha raccolto lo scorso febbraio più di mezzo miliardi di nuovi finanziamenti, grazie anche agli investimenti di Amazon Inc e della grande società di venture capital Sequoia Capital (celebre perché ha puntato, nella sua lunga storia, su nomi come Apple, Google, PayPal e WhatsApp). Oltre che con Fca, la società ha stretto accordi anche con Volkswagen, Nvidia, Hyundai e con la startup cinese di veicoli elettrici Byton.

 

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