Redatto da Oltre la Linea.

“Stanchi di essere sfruttati per 3 euro l’ora”. Così i clandestini “migranti” di Foggia chiedono più soldi. Ma anche più diritto d’asilo, più documenti, più tutto.

Il centro d’accoglienza di Borgo Mezzanone, vicino Foggia, è il loro luogo. Più precisamente in una baraccopoli abusiva vicino al Centro richiedenti asilo. “Vogliamo i documenti”, “Vogliamo un lavoro e una vita normale”, dicono attraversando le vie della città.

Cari “migranti”, io un messaggio mi sento di darvelo: nessuno vi ha chiesto di fare un viaggio rischiosissimo per venire a guadagnare paghe così misere in un Paese che ha un costo della vita decine di volte superiore ai vostri. Nessuno vi ha chiesto di venire in un Paese dove ci sono milioni di persone che non prendono neanche quei 3 euro l’ora con i quali siete stati ingannati e derisi da chi ha interessi lucrativi indecenti e imbarazzanti.

Nessuno vi ha chiesto di venire ad affollare il numero dei poveri di una Nazione, mettendovi in competizione con loro ed essendo il primo strumento del maledetto dumping.

Vi hanno preso per il culo, perdonate tutti la volgarità, mostrandovi qualche foto di automobili, di smartphone e di lussi di cui trabocca l’Occidente, ma che non significano disponibilità per tutti. Sono significa che non esista la povertà o il disagio.

Il caporalato contro cui tanto lottate altro non è se non ciò che ha esultato di più per il vostro arrivo, pensionando italiani che chiedevano paghe oneste e assumendo nuovi schiavi come voi che si accontentavano di elemosine, prima di scoprire la cruda realtà.

Pensate a costruire qualcosa nelle vostre terre di origine, pensiamo a un modo per risolvere questo problema che ci sta ammazzando entrambi. Perché le vostre proteste contro il razzismo ci fanno ridere. È chiaro ed evidente che le baraccopoli abbattute finora non risolveranno il problema ben più complesso dei vostri rimpatri.

Ma chi vi ha fatti fessi convincendovi che potete andare dove volete a chiedere quello che vi pare in questo momento ride gradasso sulla sua lussuosa poltrona. Mentre voi da vittime inconsapevoli siete diventati anche un problema per gli italiani che da anni patiscono l’indigenza.

Non avete diritto di stare qui. Non avete diritto di invadere la casa altrui. Non avete il diritto di mettervi in concorrenza con chi detiene la cittadinanza di qualsiasi Paese e patisce il problema del lavoro da anni. Avete il diritto, quello sì, di continuare a farvi prendere in giro, ma se anche noi dobbiamo pagarne le conseguenze, beh, allora permetteteci almeno di intervenire.

(di Stelio Fergola)

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