Redatto da Oltre la Linea.

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump scarica il premier dimissionario Giuseppe Conte. Secondo quanto riferito da La Stampa, nell’agenda del presidente Trump, almeno fino alla vigilia del G7 cominciato con la cena di ieri sera, c’erano incontri bilaterali formali con tutti gli altri leader del vertice, tranne il premier italiano Conte.

Ieri sera Palazzo Chigi assicurava che stava lavorando per un colloquio, ufficiale o informale come quello avvenuto l’anno scorso in Canada, e il capo della Casa Bianca non aveva motivi forti per evitarlo. Ma il fatto che non sia stato richiesto e organizzato in anticipo è un dato oggettivo, che rischia di simboleggiare non solo l’isolamento del capo uscente di Palazzo Chigi, ma anche la debolezza del nostro paese durante un vertice caratterizzato da temi tanto importanti quanto divisivi.

Zingaretti: no a Conte (per ora). E Trump scarica il premier

Nel frattempo, proseguono le trattative tra Movimento Cinque Stelle e Pd sulla scelta del possibile premier. Il segretario del Pd Nicola Zingaretti, nel corso della telefonata di questa mattina con Luigi Di Maio e alla sua insistenza sul nome di Giuseppe Conte, avrebbe – secondo quanto si apprende – ribadito il suo no all’ipotesi di confermare Conte a Palazzo Chigi, per una questione «di cambiamento, non personale». La trattativa, comunque, sia pure sul filo, sarebbe ancora in corso nel tentativo di arrivare a una mediazione.

C’è Irritazione per i continui ultimatum che proseguono da dodici giorni, sempre sullo stesso nome. È quello che filtra da fonti Pd dopo la telefonata tra Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti di questa mattina, nella quale il leader M5S ha ribadito il nome di Giuseppe Conte come unica possibilità per la premiership da parte dei pentastellati. «Per il MoVimento la lealtà a Giuseppe Conte non si discute, a lui riconosciamo le grandissime capacità dimostrate da Premier, dire di no a Conte per trovare altri nomi figli di strategie politiche, significa indebolire il Paese. Non vorremmo che fosse una scusa per tornare al voto. In tal caso Zingaretti e i suoi devono essere chiari». Lo sostengono fonti M5S.

Fico si defila: Resto alla Camera

Sembra svanire l’ipotesi di Roberto Fico.«Roberto Fico ricopre l’incarico di Presidente della Camera dei Deputati e intende responsabilmente dare continuità al suo ruolo». Così, con una dichiarazione attribuita a fonti vicine alla Presidenza della Camera, le agenzie danno conto del tramonto della candidatura dell’esponente del Movimento 5 Stelle alla guida di un eventuale governo con il Pd. Il suo nome era circolato nella serata di sabato, attribuito ai dem come possibile soluzione alternativa all’indicazione del premier uscente Giuseppe Conte, non gradita perché contraria al desiderio di «discontinuità».

(la Redazione)

 

 

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