Redatto da Oltre la Linea.

Per la Germania i dati sulla produzione industriale di aprile sono pessimi. Come riporta LaPresse, i dati diffusi dall’Ufficio federale di statistica mostrano infatti in aprile un deciso calo della produzione industriale, che delude fortemente le attese con una flessione mensile dell’1,9% dopo il +0,5% di marzo. Il mercato si aspettava solo un rallentamento, sul passo comunque del +0,4%. Altro segnale poco incoraggiante, quello relativo alla bilancia commerciale, il cui avanzo nel quarto mese dell’anno si riduce a 17 miliardi di euro, tre in meno rispetto alla precedente rilevazione. Nello specifico, le esportazioni sono scese del 3,7% e le importazioni dell’1,3%.

Germania, cala la produzione industriale

In sintesi, il secondo trimestre dell’anno si è aperto male sui fronti dell’industria e del commercio. Quelli cioè dove è più forte l’impatto sul sistema tedesco dell’indebolimento della domanda globale. Ed è proprio verso questa dinamica che puntano il dito gli esperti della Bundesbank, che hanno diffuso oggi le nuove proiezioni di crescita dell’economia nazionale. Rispetto a quanto indicato lo scorso dicembre, la revisione al ribasso è drastica dal punto di vista della cresciuta del Pil: dal +1,6% si passa infatti a un +0,6% per il 2019 nel suo complesso. Nel 2020, poi, l’espansione economica dovrebbe invece tornare ad accelerare sul passo dell’1,2% per poi portarsi su un +1,3% nel 2021. Se Berlino piange, Roma non ha troppi motivi per ridere.

“La frenata dell’industria tedesca è un segnale non bello”, commenta a stretto giro il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a margine di un evento della Federazione Gomma Plastica. “Lo abbiamo detto anche in occasione della nostra assemblea – ricorda il numero uno degli industriali – se la Germania arretra non è una notizia buona per l’Italia, essendo noi molto collegati alla filiera industriale tedesca, in particolare nell’automotive”. Guardando avanti, il tema dominante è poi quello dell’incertezza: per gli esperti della Bundesbank i rischi rimangono infatti sbilanciati verso il ribasso. Due i fattori da tenere in particolare conto: l’escalation di misure protezionistiche a livello internazionale e l’eventualità di una uscita disordinata del Regno Unito dall’Unione europea.

La Francia meglio della Germania

Come scrive Scenarieconomici, ad aprile la Francia registra un aumento della produzione manifatturiera dello 0,4% dopo il calo a marzo del 1,1%, Considerando i nostri rapporti con entrambe i paesi potremmo collocarci ad aprile in una situazione mediana. Ora ieri Draghi, per distribuire ottimismo e continuare a dire che tutto va bene e non ci sono problemi si è essenzialmente attaccato al settore costruzioni ed a quello servizi. Giusto, ma tutto il resto va molto male, ed è particolarmente preoccupante il calo degli investimenti.

(La Redazione)

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