Articolo tratto dal numero di marzo di Forbes Italia. Abbonati. 
Si dice che gli occhi siano lo specchio dell’anima. Quelli orientali di Giada, imprenditrice classe 1995, insieme al suo cognome, Zhang, raccontano molto di più: di una origine straniera e delle difficoltà vissute da una bambina (primogenita di una coppia di emigrati dalla Cina) nel farsi accettare e integrarsi con i compagni di scuola – “ero l’unica bambina con gli occhi a mandorla e mi prendevano di mira per la mia pronuncia scorretta”, ricorda. Ma sono occhi che, allo stesso tempo, brillano della matura consapevolezza di chi pensa che la “diversità” rappresenti un motivo di ricchezza, “non solo per me stessa ma anche per le perso…



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