(foto: PM Images via Getty Images)

Nel 2016 alcuni impiegati dell’Ambasciata statunitense a Cuba, nella capitale L’Avana, hanno cominciato a manifestare sintomi bizzarri, da giramenti di testa a nausea, da alterazioni del sonno al calo della vista e dell’udito. L’antefatto è che fra il 2016 e il 2018 il personale in servizio risulta essere stato esposto a forti onde sonore e altri stimoli sensoriali inusuali e anomali, le cui cause sono ancora sconosciute – anche se c’è già qualche ipotesi. L’ipotesi di alcuni studi, commissionati dal governo americano, è che vi sia un qualche collegamento fra l’aver ascoltato questi potenti rumori e le manifestazioni cliniche riportate, anche se la questione è ancora oggetto di dibattito.

Oggi, un gruppo di scienziati coordinati dall’università della Pennsylvania ha appena mostrato che il cervello dei funzionari dell’ambasciata presenta delle differenze, rilevate tramite immagini cerebrali, rispetto a un gruppo di controllo. Un mistero che si infittisce e che deve essere presto risolto. I risultati dello studio sono pubblicati su Jama.

L’antefatto

Alcuni diplomatici americani dell’ambasciata Usa a Cuba dichiarano di aver sentito suoni molto forti provenienti da una determinata direzione (dunque rumori orientati e acuti più che un boato diffuso), descritti in un precedente studio su Jama come un ronzio, un cigolio metallico o un urlo acuto. Insomma, qualcosa di intenso, diretto e molto fastidioso. Il periodo in cui queste onde sonore sarebbero state percepite va da novembre 2016 a agosto 2017 e le persone colpite risultano essere in tutto 24. Ad esempio, una persona ha riferito di aver sentito questi impulsi sonori per 10 secondi mentre un’altra per 30 minuti. Una registrazione di uno dei suoni, riprodotta per la prima volta lo scorso ottobre 2018 dall’agenzia di stampa Associated Press, è simile a un fischio acuto e costante (due scienziati lo associano a quello dei grilli caraibici).

In questa precedente ricerca, condotta su 21 volontari esposti alle onde sonore inedite, emerge che i partecipanti, che non hanno avuto traumi alla testa, hanno manifestato disturbi cognitivi e oculomotori, problemi a livello del vestibolo (nell’orecchio), alterazioni del sonno e mal di testa. È come se queste persone avessero avuto un danno al cervello senza aver ricevuto un colpo. Questi sintomi, si legge nel paper, sono stati associati a fenomeni uditivi e sensoriali riportati dagli stessi partecipanti, le cui cause sono sconosciute.

Lo studio di oggi

Oggi, per capire meglio cosa è successo a livello organico nel cervello di queste persone, gli scienziati, coordinati da Ragini Verma, radiologo e neurochirurgo dell’Università della Pennsylvania, hanno voluto visualizzare le loro immagini cerebrali ottenute tramite tecniche di neuroimaging. La ricerca ha coinvolto 40 impiegati americani potenzialmente esposti alle onde sonore anomale, confrontando i risultati con quelli di 48 persone non esposte. Gli autori hanno esaminato la struttura, la funzionalità e la connettività del cervello.

In particolare, dallo studio emerge che ci sono differenze significative fra le immagini del cervello delle persone che sono state sollecitate dalle onde sonore insolite e quelle del gruppo di controllo. A livello strutturale, il volume complessivo della materia bianca (o sostanza bianca, che controlla i segnali fra neuroni e coordina il lavoro cerebrale) è risultato complessivamente minore nelle persone esposte. Ma sono state individuate variazioni anche nella distribuzione della materia bianca e della materia grigia in alcune aree cerebrali e della microstruttura del tessuto del cervelletto. Per quanto riguarda la connettività funzionale, alla base del funzionamento del cervello, gli autori hanno individuato delle differenze in alcune sotto-reti cerebrali legate all’udito e alle capacità visuo-spaziali. La rilevanza clinica di questi risultati, spiegano gli autori, deve essere confermata da ulteriori approfondimenti.

Lo studio, inoltre, non entra nel merito delle cause ma riporta soltanto ciò che è stato osservato nel cervello dei partecipanti. “Aver trovato variazioni nel cervello non fornisce una prova di un incidente o di un danno”, ha commentato in una nota dell’agenzia stampa Reuters Jon Stone, docente di neurologia all’Università di Edimburgo, non coinvolto nello studio. Mentre Sergio Della Sala, neuroscienziato sempre dell’Università di Edimburgo, sottolinea che 12 delle persone colpite dai disturbi hanno una storia di un trauma a livello cerebrale.

La questione è diventata un caso

Ma alcuni parlano di un attacco sonoro diretto contro i diplomatici Usa. Nella nota Reuters Trump ha affermato che “Cuba è responsabile per quello che il dipartimento di Stato Usa chiama danno significativo patito dai lavoratori”. I dipendenti dell’ambasciata canadese, inoltre, si sono lamentati di analoghi problemi di salute misteriosi e sono stati richiamati via da Cuba. I funzionari di stato di Cuba negano qualsiasi coinvolgimento. In una dichiarazione il governo di Cuba afferma che “lo studio non è coerente con le ricerche precedenti e serve soltanto a rendere più confusa la situazione” e che inoltre non ha aiutato a avvicinarsi alle cause dei disturbi segnalati dai diplomatici. Ma il portavoce del dipartimento di Stato degli Usa rimarca che “il dipartimento è a conoscenza dello studio e accoglie la discussione della comunità medica su questa questione incredibilmente complessa”.

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