Quando parliamo di realtà virtuale, è inevitabile che ci vengano in mente tecnologie che hanno a che vedere principalmente col nostro senso della vista e quello dell’udito. Eppure è possibile richiamarla anche attraverso altri canali, come quello del tatto.

Lo sa bene il folto gruppo di ricercatori che ha lavorato tra diverse università degli Stati Uniti (la Northwestern, in primis) e la Cina per riuscire a sviluppare una pellicola artificiale, o meglio una membrana, capace di trasmettere segnali tattili ai polpastrelli e al resto della mani.

L’invenzione traduce i segnali virtuali in sensazioni fisiche, e per chi la indossa è come entrare in contatto con un oggetto – o una persona, a seconda di ciò che viene simulato. A cosa serve? Nella vita di tutti i giorni potrebbe rendere l’intrattenimento (soprattutto il gaming) più coinvolgente; in campo medico, consentire lo sviluppo di sistemi assistenziali sempre più vicini al paziente o, più in generale, migliorare la qualità della vita di chi ha perso la sensibilità. Guardatela alla prova.

(Credit video: Nature)

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