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Gli Stati Uniti, o almeno l’amministrazione Trump, non sono convinti che il coronavirus Sars-Cov-2 sia nato nel mercato del pesce di Wuhan. Qualcosa non torna e vogliono vederci chiaro, e nel caso trovino prove delle bugie di Pechino la Cina dovrà pagarne le conseguenze. Per questo, stando a quanto riporta la Cnn, sarebbe in corso un’indagine dell’intelligence per vagliare tutte le possibilità, compresa quella di un incidente nei laboratori di virologia della capitale dello Hubei. Al momento, però, non c’è nulla di concreto su cui basarsi, né evidenze che confutino lo studio scientifico di Nature che prova l’origine naturale di questo coronavirus.

Fuga accidentale

Secondo la fonte della Cnn, gli 007 americani non credono che Sars-Cov-2 sia il risultato della ricerca di nuove armi biologiche da parte della Cina, ma per alcuni un incidente di laboratorio – una fuga accidentale, con la contaminazione di cose o persone che uscendo dall’istituto avrebbero inconsapevolmente propagato il patogeno – dove questo virus era studiato è possibile. Soprattutto se il laboratorio in questione non fosse all’altezza e non possedesse i requisiti di sicurezza indispensabili per questo tipo di ricerche. Guarda caso, proprio in questi giorni il Washington Post ha pubblicato un articolo in cui riporta le preoccupazioni che gli Stati Uniti avevano circa i laboratori di Wuhan già nel 2018, quando gli americani avevano visitato più volte la struttura trovandola inadeguata. Va precisato che a domanda diretta il segretario di stato degli Stati Uniti Mike Pompeo non ha smentito l’esistenza della documentazione, ma non ha nemmeno detto che potrebbe esserci un legame con la vicenda del nuovo coronavirus.

Complottismo strategico

Agli appassionati di dietrologie piacerà sapere, inoltre, che pare che il governo cinese abbia imposto diversi livelli di controllo sui risultati scientifici sul coronavirus. Gli istituti di ricerca cinesi avrebbero ricevuto nuove disposizioni per procedere con la pubblicazione dei propri studi: prima di inviare documenti alle riviste internazionali i risultati devono essere vagliati da comitati accademici e passare il giudizio di più di una commissione. Un segno – sostiene la Cnn citando anche una fonte cinese – che Pechino non vuole che la scienza smentisca la sua narrazione della pandemia.

Per quanto in linea di principio un’inchiesta, il cui scopo è stabilire come si sono svolti i fatti e mettere in luce le criticità, dovrebbe essere sempre bene accetta, la notizia del lavoro dell’intelligence americana in questo momento ha un sapore particolare, quello dell’ennesimo tentativo per sviare l’attenzione sull’inadeguatezza della gestione dell’emergenza negli Stati Uniti. Di giorno in giorno si punta il dito a turno contro la Cina, gli esperti della task force che remano contro, i governatori poco educati, l’Oms che ha lavorato male.

Che cosa dice la scienza

Di più sull’indagine dell’intelligence per ora non si sa. Mark Milley, capo di stato maggiore dell’esercito degli Stati Uniti, ha rilasciato un commento in cui dice che per il momento è impossibile tirare delle conclusioni, che le prove vanno a sostegno dell’origine naturale ma che non c’è nulla di certo, lasciando dunque spazio a tutte le ipotesi. O meglio, quasi tutte, perché – è bene ribadirlo – gli scienziati (e non solo cinesi) sono convinti che il coronavirus Sars-Cov-2 non sia stato creato in laboratorio: la sua sequenza genetica non ne ha le caratteristiche.

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