A che velocità si diffondono le nuove varianti di coronavirus? E i vaccini sono in grado di proteggerci da loro? Quanto durerà l’immunità? La risposta a queste e altre domande potrebbe celarsi nei milioni di dati raccolti all’interno del progetto Global.health, il colossale database finanziato da Google.org e Rockefeller Foundation che raccoglie le informazioni di oltre 5 milioni di casi di Covid-19 in più di 100 paesi (no, l’Italia non c’è) e adesso accessibile a chiunque. Per gli esperti che hanno collaborato alla sua realizzazione si tratta di uno strumento importantissimo che consentirà il monitoraggio dei dati in tempo reale, un modello anche per le future pandemie.

Storia di un database

Erano gli albori di quella che sarebbe stata la pandemia di Covid-9, quando ancora non si capiva quanto bene il coronavirus Sars-Cov-2 fosse capace di diffondersi tra le persone. Si raccoglievano le notizie un po’ qua e un po’ là, tra i documenti delle agenzie sanitarie nazionali o addirittura dai giornali locali. La comunità scientifica così non riusciva a venire a capo di nulla: c’era chi pensava che il virus non fosse poi tanto efficiente, chi paventava l’opposto. Bisognava cominciare a organizzarsi. E soprattutto a raccogliere e organizzare i dati.

Fu allora che Moritz Kraemer, epidemiologo dell’Università di Oxford, creò un proprio foglio di calcolo Google, che condivise con la comunità scientifica: esperti di tutto il mondo cominciarono a aggiungere i propri dati, e altri ad analizzarli. E arrivò prestissimo il momento in cui ci si rese conto che quel semplice foglio di calcolo non poteva bastare. Arrivati a soli 100mila casi di Covid-19 era già sovraccarico. Servivano altre competenze, altre capacità, altri fondi.

Così nell’aprile del 2020, ad affiancare i ricercatori di 7 dei principali istituti accademici mondiali (Boston children’s hospital, Georgetown University, Harvard Medical School, Johns Hopkins Center for Health Security, Northeastern University, University of Oxford, University of Washington) intervennero Google.org (la divisione benefica di Google) e la Rockefeller Foundation, per cominciare a creare, da quel semplice foglio di calcolo, qualcosa di molto più grande: un database in grado di raccogliere in modo automatico i dati giornalieri sull’epidemia di coronavirus da una sessantina di paesi, in un formato standardizzato e senza duplicazioni.

Global.health

Oggi quel database fa parte dell’iniziativa di data science chiamata Global.health e raccoglie le informazioni disponibili su più di 5 milioni di casi di Covid-19 verificatisi in oltre 100 paesi. Per ogni singolo caso (che quindi corrisponde a un individuo, ma reso del tutto anonimo) sono disponibili fino a 40 voci associate, per esempio la data in cui sono comparsi i primi sintomi, il giorno di conferma della diagnosi per riscontro positivo dei test, la storia degli spostamenti e dei contatti, etc. Chiunque, registrandosi, può accedervi. E gli esperti possono contribuire a aggiungere nuove informazioni.

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