Redatto da Oltre la Linea.

Il popolo del Golan siriano occupato ha condannato l’iniziativa provocatoria degli occupanti israeliani di tenere la riunione del loro governo nel Golan e di intitolare un insediamento al presidente americano Donald Trump.

Queste procedure sono nulle e prive di validità in quanto violano le leggi internazionali e la Carta dell’Onu, hanno detto le genti del Golan, sottolineando che questi passi provocatori non cambieranno il fatto storico che il Golan è terra araba siriana. Hanno ribadito il loro diritto di contrastare tutti i piani d’occupazione.

Tenere la riunione del governo d’Israele nel Golan siriano occupato profana la sacralità della terra del Golan e ignora tutte le risoluzioni internazionali che affermano che il Golan è un territorio siriano occupato, ha detto la popolazione dei villaggi di Majdal Shams, Masaada, Baq’ata e Ein Qinyeh al corrispondente della Syrian Arab News Agency.

Sheikh Suleiman al-Maqt, un prigioniero liberato che ha trascorso anni nelle carceri israeliane, ha detto che il nuovo passo aggressivo di Israele riflette la politica di occupazione che infrange gli statuti e le leggi internazionali, affermando che tutti i piani di Israele non possono cambiare la realtà storica e geografica del Golan e la sua identità araba siriana.

Questi piani sono votati al fallimento grazie alla fermezza del popolo del Golan, al suo attaccamento alla propria terra e all’appartenenza alla madrepatria, alla Siria, ha aggiunto Sheikh al-Maqt.

Ali al-Younis, un altro prigioniero liberato, ha detto che tenere il consiglio dei ministri d’Israele nel Golan siriano completa le sue politiche provocatorie ed espansioniste che, in larga misura, procedono in linea con le politiche degli Usa che mirano a rubare le risorse del Golan e a disperdere i suoi abitanti.

(da The Syria Times – traduzione di Francesco Alarico della Scala)

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