(foto: Amy Osborne / AFP)

Nel 2018 Google era stata coinvolta in alcune cause legali, avviate da ex dipendenti, che la tacciavano di discriminazione di genere e disparità di trattamenti economici. Una recriminazione ricorrente era che le policy dell’azienda non fossero molto chiare sul tema della diversità e che questo creasse spesso problemi ai lavoratori, disorientati nei rapporti quotidiani con gli altri colleghi. Tutte circostanze che hanno portato a ridimensionare l’immagine pubblica del colosso hi-tech che, per anni, in precedenza, era stato considerato un esempio nella gestione del proprio personale, soprattutto su questioni come diversità e tolleranza.

Un’inchiesta condotta dal network televisivo Nbc ha riportato d’attualità questa vicenda di Google che, ora, è accusata di aver cancellato o, in alcuni casi, ridotto drasticamente le iniziative sui temi dell’inclusione e della diversità rivolte ai propri lavoratori per fare un piacere ai conservatori e per non ricevere “azioni legali dai propri dipendenti bianchi e di destra che potrebbero sentirsi discriminati”, ha spiegato un ex impiegato di Big G intervistato dalla tv americana.

Le testimonianze raccolte da Nbc

Le accuse rivolte alla azienda provengono principalmente da quattro dipendenti di Mountain View e da altri due ex lavoratori che hanno lasciato l’azienda di recente. Secondo le loro testimonianze, dal 2018 Google ha progressivamente ridotto e tagliato i programmi che affrontavano i temi dell’inclusione dell’azienda. Il personale è stato ridotto notevolmente e demansionato: prima era una posizione occupata a tempo pieno e le assunzioni venivano gestite direttamente dall’azienda; adesso il servizio è stato appaltato a società esterne che se ne occupano a tempo determinato. I motivi che hanno spinto Google a fare queste scelte, almeno per i dipendenti, sono abbastanza lampanti: accontentare i conservatori e chi vota a destra, dopo il caso James Damore. L’ex dipendente, licenziato dopo aver diffuso un documento sessista all’interno dell’azienda, fece causa a Google perché si sentiva discriminato come maschio bianco. Un’azione legale che ha scatenato polemiche e per cui Damore ha ottenuto l’appoggio delle associazioni di conservatori e delle organizzazioni di destra, anche quella più estrema.

Melonie Parker, a capo dell’ufficio diversità di Google, ha difeso l’azienda dalle accuse confermando che alcuni programmi sono stati cancellati – come il Sojourn, che forniva ai dipendenti gli strumenti per difendersi e riconoscere le discriminazioni implicite sul luogo di lavoro – ma solo per essere aggiornati e resi fruibili anche da dipendenti che lavorano al di fuori dagli Stati Uniti. “I nostri programmi erano troppo concentrati sul contesto etnico americano e non potevano essere applicati altrove”, ha spiegato Parker.

E un portavoce della società ha aggiunto che “qualunque affermazione che abbiamo ridotto o tagliato i nostri sforzi nei confronti della diversity è del tutto falsa. Diversità, equità e inclusione rimangono un impegno che riguarda l’intera organizzazione e i nostri programmi stanno continuando a espandersi”. Infatti, a partire da giugno, ne verranno testati di nuovi, studiati da società esterne – di cui però non sono stati forniti dettagli. Secondo le impressioni di alcuni dipendenti, sempre raggiunti dai giornalisti della Nbc, i nuovi piani – non ancora resi pubblici – non sembrerebbero avere la struttura di quelli che c’erano prima: affronterebbero i problemi di inclusione, diversità e razzismo in maniera troppo blanda, non tenendo conto delle implicazioni sul posto di lavoro.

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