Redatto da Oltre la Linea.

Zingaretti e Renzi potrebbero proporre il pentastellato Roberto Fico, l’amico delle Ong, come prossimo Presidente del Consiglio. Secondo quanto riportato da La Stampa, il Pd potrebbe convergere sul Presidente della Camera: «Se non ci date un premier terzo, scelto insieme a un tavolo, allora noi alle consultazioni da Mattarella faremo il nome di Fico, vogliamo vedere come fate a dire di no». Questa la minaccia che il Pd butta nel campo minato dei Cinque stelle: dove solo a sentir nominare il proprio rivale interno, Luigi Di Maio potrebbe avere uno sbocco di bile. Ma magari sarebbe costretto a capitolare.

Il Pd pensa a Fico

Nei colloqui tra generali dei due schieramenti, scrive La Stampa, si continua infatti ad andare in scena un ping pong: «Conte o Di Maio», dicono i grillini; «sapete che non si può fare», replicano i Dem. L’argomento dei 5 stelle a favore del premier uscente (ormai icona del Movimento) e di Di Maio premier (come unica alternativa), è che andrà messo sulla piattaforma Rousseau un nome che non possa essere bocciato. E a quel punto, «come farebbero a dire di no a Fico?», chiede un renziano doc. «È anche presidente della Camera e ha sulla carta lo standing istituzionale…».

Anche secondo il Corriere della Sera, l’ipotesi di Roberto Fico premier prende sempre più quota. Il presidente della Camera passa, scrive il Corriere, nel giro di pochissimo, dalle retrovie alla pole position del toto-premier. Tutto appeso ancora a tantissimi punti di domanda, ovviamente. Due su tutto. Di fronte a una candidatura «istituzionale» come quella del presidente della Camera, può il Partito democratico permettersi di dire no in nome della discontinuità rispetto al governo precedente? No, è la risposta; non foss’altro perché di quel governo, e soprattutto di Matteo Salvini, Fico è sempre stato un oppositore.

Roberto Fico, l’amico delle Ong

Inutile ribadire che la nomina di Fico sarebbe uno schiaffo vergognoso contro la maggioranza degli italiani. Le sue posizioni ultra-immigrazioniste e Open Borders sono nettamente minoritarie all’interno del Paese. Prima che brillassero i cinque stelle, prima che brillassero le 5 Stelle, osserva il Corriere della Sera, il politico nato a Napoli 44 anni fa ha nutrito passione e interesse per i partiti di sinistra. Nel suo passato ci sono le salamelle alla Festa dell’Unità e anche un voto a Rifondazione comunista. Nel 2005 è arrivata la folgorazione grillina e Fico è stato uno dei fondatori dei primi Meet up che poi ha portato, quattro anni dopo, alla nascita del Movimento 5 Stelle. Nella nuova creatura, ha portato le sue idee, la sua visione della società che non si può non definire progressista.

(La Redazione)

 

 

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