(foto: Afp/Stringer/Getty Images)

Secondo una ricerca condotta da Piepoli e presentata lo scorso marzo durante l’evento Inventig for life a Roma, il 65% degli italiani non ha la più pallida idea di che cosa rispondere se dovesse dire quale genere di “innovazione che ancora non esiste” potrebbe cambiare il mondo. Una piccola minoranza afferma che sarà la cura del cancro (qualunque cosa ciò significhi) e altri propongono invenzioni come macchine volanti o dispositivi fantascientifici. Se è evidente che il progresso deve necessariamente passare per la ricerca scientifica, ciò che non si ripete mai abbastanza è che l’innovazione è anzitutto uno strumento per migliorare la nostra quotidianità.

“Se si tratta in particolare del settore sanitario, innovare significa aumentare l’aspettativa di vita o, almeno, migliorare la qualità di vita dei pazienti e supportare i caregiver, ha raccontato a Wired Nicoletta Luppi, Presidente e ad dell’azienda farmaceutica Msd Italia, meglio nota come Merck in Stati Uniti e Canada. “Già nel 1950, George Merck fece un discorso visionario di cui ancora abbiamo le citazioni principali scritte sulle pareti dei nostri uffici; fu così pionieristico da essere all’avanguardia ancora oggi. Il primo punto del suo discorso, che oggi chiameremmo la centralità del paziente, è l’idea che la medicina e le medicine sono per le Persone, intese non come malati ma come cittadini del mondo. L’altro punto importante è che”, continua Luppi, “come azienda che si occupa di salute non ci possiamo dare tregua finché non avremo fatto in modo che tutti abbiano accesso alla nostre soluzioni terapeutiche”.

Nei 128 anni di attività di Msd ci sono vicende che hanno fatto la storia, dalla produzione di penicillina su larga scala durante la seconda guerra mondiale, alla streptomicina, il primo antibiotico in grado di sconfiggere una delle malattie che ha fatto più vittime di sempre: la tubercolosi. Oppure, in anni più recenti, le terapie rivoluzionarie per l’hiv, per le malattie cardiovascolari e metaboliche come le statine, gli anti-ipertensivi e i primi farmaci orali per il diabete, il vaccino per il papilloma virus umano (grazie al quale è possibile prevenire tutti i cancri correlati) e il vaccino per l’ebola.

Ma cosa c’è da qui in avanti? “Anzitutto al posto della parola innovazione ci piace parlare di invenzione, commenta Luppi, “perché quando entriamo in un campo inesplorato dobbiamo fare tutto da zero, ideando qualcosa di completamente nuovo. Certamente il tema forte in questo momento è l’immunoterapia, che rappresenta un cambio di paradigma poiché si cerca di agire come gregari del sistema immunitario. Già oggi vediamo grandi risultati, tra cui la riduzione della mortalità del melanoma e l’apertura di nuove prospettive di vita per chi soffre di cancro al polmone.

“Ma accanto ai progressi contro le grandi malattie”, continua Luppi, “oggi innovare significa anche facilitare il percorso dei pazienti, includendo l’accesso all’informazione di qualità e all’empowerment del paziente, sfruttando anche le potenzialità del digitale e dei social network. La nostra interpretazione del concetto di innovazione è quindi a tutto tondo: abbiamo 12mila ricercatori che lavorano nei laboratori, investiamo in ricerca il 20% del fatturato – il triplo in termini assoluti di quanto investe l’Italia  ma allo stesso tempo vogliamo andare oltre la pillola, come si dice proverbialmente”.

nicoletta_luppi
Nicoletta Luppi (foto: Pier Marco Tacca/Getty Images)

E conclude: “Oggi è importante essere immersi in tutte le opportunità che il contesto offre, collaborando con istituzioni e stakeholders di varia natura. Se mezzo secolo fa avessimo avuto i droni come oggi per portare i medicinali, tutto sarebbe stato più semplice. Adesso per portare i vaccini nelle zone di guerra non occorrono solo trasporti più efficienti, ma anche i social network a supporto della corretta informazione, perché la tecnologia è un veicolo per raggiungere tutti e lo smartphone è un’opportunità per educare e far viaggiare la comunicazione di pari passo con l’innovazione scientifica”.

È questo l’approccio da cui è nato il programma Msd CrowdCaring, un’iniziativa che abbiamo raccontato anche qui su Wired e che attraverso il crowdfunding su Eppela rappresenta un’opportunità per il finanziamento di progetti innovativi in ambito salute. Chiunque può candidare la propria idea innovativa sul portale dedicato, con l’unico requisito che sia finalizzata a migliorare la qualità di vita delle persone colpite da una malattia. Le idee più meritevoli tra quelle raccolte, selezionate prima da Eppela e poi da Msd Italia, accedono a una delle quattro campagne di raccolta fondi. E nel caso riescano a raccogliere tramite i contributi degli utenti almeno la metà della cifra necessaria alla realizzazione dell’idea, ricevono un co-finanziamento da parte di Msd Italia, fino a un massimo di 5mila euro per ciascun progetto.

La prima campagna di raccolta fondi è terminata il 21 aprile, con 3 progetti che hanno raggiunto gli obiettivi di finanziamento e riceveranno il supporto di Msd. La seconda call per la presentazione delle idee si è appena chiusa (il 23 giugno), mentre le altre due saranno, rispettivamente, dal 9 settembre al 18 ottobre e dal 4 novembre al 13 dicembre.

“La valorizzazione di questi progetti in ambito salute rientra a pieno nella nostra mission di dare più vita alla vita. Ed è in linea con una nuova concezione di Social Health, alla quale tutti possono contribuire, magari proprio a partire dalla propria esperienza personale”, commenta Luppi. “Le idee spesso sono proposte da chi ha vissuto da vicino la malattia e per questo sono valide. Inoltre, grazie al web, possono sfruttare al meglio la cassa di risonanza fatta dai media, in modo che il pubblico possa offrire la prima parte dei contributi. Se l’iniziativa raggiunge il target previsto, Msd integra il finanziamento in qualità di mentore per consentire al progetto di venire realizzato”.

Questo mese Msd Crowdcaring è stato presentato al Web marketing festival di Rimini, dove lo scorso 21 giugno ha fatto vincere a Msd Italia l’Innovation for People Award, un premio conferito proprio per l’alto valore sociale e innovativo del progetto. Nella stessa occasione sono stati raccontati anche i tre progetti vincitori della prima call, che sono già noti. Il primo è una app che consente il networking tra pazienti oncologici, con l’obiettivo di promuovere il sostegno e il confronto reciproco anche a distanza, per alleviare quel senso di solitudine che spesso la malattia crea. Il secondo è una stanza sensoriale, pensata appositamente per le persone con autismo o con la sindrome di Asperger. E poi c’è Vanity Wheel, che propone delle coperture alla moda per le ruote delle sedie a rotelle. Per la seconda call, invece, ha già raggiunto l’accesso al finanziamento – in un tempo record – la Special angels dance school, una scuola di danza per ragazzi con disabilità.

“Chi è vicino al paziente e manda queste proposte lo fa a partire da  un problema che esiste davvero, spiega Luppi. “Anche se non tutte le idee sono ugualmente valide, è importante capire lo spirito delle diverse iniziative e sostenere la partenza imprenditoriale di idee particolarmente apprezzate dalle persone, che possano davvero fare la differenza per la qualità della vita dei pazienti. Alcuni dei progetti”, ci racconta, “sono così forti che vengono notati dai media già prima che entrino nel programma. In ogni caso, una volta supportato l’avvio del percorso imprenditoriale, lasciamo che le iniziative continuino il loro percorso sulle proprie gambe. Per questo non occorre affatto che le idee siano inerenti alle aree di interesse di Msd. Siamo fieri di Msd CrowdCaring, perché noi di Msd Italia prima di essere azienda siamo persone e come tali siamo convinti che, per un bene comune prezioso come la salute, le persone insieme possano davvero fare grandi cose”.

The post Grazie al crowdfunding e a Msd, “l’innovazione che ancora non esiste” per la salute e il benessere delle persone appeared first on Wired.



Leggi l’articolo su wired.it