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Vaccini, l’obbligo introdotto dal decreto Lorenzin ha funzionato. Certo, probabilmente ha inciso anche il fatto che il tema sia finito al centro del dibattito pubblico. Quello che conta, però, è che le coperture vaccinali sono tornate ad aumentare. Tutto bene? No, perché in larghe fette del Paese i livelli di copertura ancora non raggiungono l’obiettivo ministeriale del 95%. Ma anche nelle zone più no-vax d’Italia, le percentuali sono in crescita.

A dirlo sono i dati che Wired ha raccolto con l’obiettivo di aggiornare l’inchiesta Vaccini d’Italia, questa volta dedicandole un sito ad hoc che contiene tutti i dati raccolti nel tempo. Dati che sono stati ottenuti presentando una richiesta Foia a tutte le Asl d’Italia e che hanno permesso di aggiornare la mappa delle coperture (anche se alcune aziende sanitarie non ci hanno ancora risposto, come si vede dai vuoti della mappa). I risultati, presentati in anteprima al Wired Next Fest di Milano, parlano di un aumento delle coperture.

Grazie all’obbligo le coperture per i vaccini in Italia sono tornate a crescere

L’immagine mette a confronto le coperture del vaccino contro il morbillo nel 2015, il punto più basso negli ultimi sei anni, con quelle aggiornate al 31 dicembre 2018. Si è scelto qui di raffigurare la situazione legata al morbillo perché estremamente contagioso. E perché è il vaccino più contestato dai no-vax per via della bufala che lo legava all’insorgere dell’autismo. Le coperture sono registrate a 24 mesi di età e riguardando quindi i bambini nati due anni prima. In particolare, quelle del 2018 sono le prime per cui vale il decreto Lorenzin, diventato legge nell’estate 2017. Nelle zone in rosso non è stata raggiunta la copertura del 95%, come invece è avvenuto in quelle in blu.

Come si può notare da una semplice osservazione della mappa, la situazione è migliorata. Nel 2015 erano appena 328 i comuni in cui si era raggiunta la copertura per il morbillo. Lo scorso anno si è arrivati a 2.697. Una quota sì otto volte superiore, ma che rappresenta appena il 38,8% dei comuni censiti. A conferma del fatto che, se pure la situazione è migliorata, la strada è ancora lunga. E del resto nel 94,2% dei comuni non si raggiunge la copertura per il meningococco C. Mentre, nel 33% dei casi, non si arriva al 95% di vaccinati contro la poliomielite e il tetano.

Che l’obbligo si stia rivelando efficace nell’aumentare le coperture vaccinali lo si comprende in maniera ancora più chiara osservando il caso dell’Emilia Romagna. Un caso interessante per due ragioni. Intanto perché in provincia di Rimini ha sede il Comilva, coordinamento del movimento italiano per la libertà delle vaccinazioni. In altre parole, una delle più attive associazioni no-vax italiane. In secondo luogo, perché questa regione aveva introdotto già nel 2016 l’obbligo vaccinale come condizione per iscriversi agli asili nido.

Grazie all’obbligo le coperture per i vaccini in Italia sono tornate a crescere

Anche in questo caso è possibile notare un miglioramento della situazione. E non solo perché è aumentato il numero di territori nei quali è raggiunta la copertura del 95%. Ma anche perché dove questo obiettivo non è stato raggiunto, la situazione è comunque migliorata. Nel distretto di Rimini, per esempio, si è passati da un 77,4% di bambini vaccinati nel 2015 all’89,8% nel 2018.

Sul sito dedicato all’inchiesta è possibile visualizzare le mappe relative alle coperture di 11 vaccini. E si può anche effettuare una ricerca per comune, così da capire come si siano evolute le coperture nel proprio territorio. Tutto questo in attesa di capire come voglia muoversi il governo Conte rispetto all’obbligo vaccinale.

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