Ormai da alcune settimane, molte persone in Italia  stanno ricevendo il green pass, la certificazione europea che attesta l’avvenuta vaccinazione, la guarigione o la negatività a un test per il Covid-19. Grazie al sistema di interoperabilità, dal primo luglio il pass è riconosciuto in tutti gli stati membri dell’Unione europea e può essere usato per viaggiare senza restrizioni sanitarie. Tuttavia, da alcuni giorni stanno emergendo diverse problematiche, almeno per gli utenti italiani che hanno segnalato errori e ritardi.

Nonostante il governo abbia indicato il 28 giugno come data limite per far arrivare la certificazione a chi si è vaccinato a partire dal 27 dicembre 2020, molte persone stanno segnalando di non aver ricevuto il green pass sull’app Io per i servizi della pubblica amministrazione, che dovrebbe inviarlo automaticamente. L’applicazione però, può mostrare la certificazione solo quando trasmessa dalla Piattaforma nazionale Dcg del ministero della Salute, quindi si suppone che la mancata ricezione dipenda da ritardi dovuti al ministero stesso e non dall’app Io.

Altri problemi sono stati segnalati anche gli operatori sanitari vaccinati a inizio 2021, quando non era ancora obbligatorio fornire il numero di telefono o un contatto e-mail. Informazione necessarie per ricevere il codice Authcode che permette di scaricare il green pass dal sito del ministero o sul Fascicolo sanitario elettronico.

Infine, il problema più diffuso con il green pass riguarda la cosiddetta vaccinazione eterologa, ossia il completamento del ciclo vaccinale attraverso la somministrazione di due vaccini diversi. Dopo la sospensione di AstraZeneca per le fasce d’età più giovani infatti, molte persone hanno ricevuto Pfizer o Moderna come seconda dose. In questo caso, in molti hanno ricevuto due certificazioni che attestano l’assunzione di una dose su due e quindi di non aver completato il ciclo vaccinale. Il completamento del ciclo vaccinale è un requisito fondamentale per poter viaggiare senza restrizioni, nei paesi europei che non considerano una sola dose come sufficiente per la sospensione delle restrizioni sanitarie come tamponi o quarantene.

Cosa fare nel caso si siano incontrati questi problemi

Per chi avesse riscontrato questo genere di problemi, il governo ha messo a disposizione il call center 800 91 24 91 (attivo tutti i giorni dalle 8 alle 20) e l’indirizzo email cittadini@dgc.gov.it. Tuttavia, alcuni utenti hanno segnalato che il numero verde è spesso occupato e non mette in attesa, ma chiede semplicemente di riprovare più tardi, riagganciando la chiamata. Mentre, in base a quanto detto da cittadine e cittadini, l’indirizzo email sembra assegnare un ticket per richiedere informazioni, ma non dare soluzioni. In alternativa a questi canali, ci si può rivolgere al proprio medico di base o a un farmacista, i quali possono accedere direttamente all’anagrafe sanitaria – attraverso i dati contenuti nella tessera sanitaria dell’interessato o interessata – e avviare la procedura per richiedere nuovamente il green pass.

Per quanto riguarda la vaccinazione eterologa invece, sarà necessario attendere fino a che la piattaforma nazionale non sarà aggiornata e potrà “leggere” le due dosi diverse ricevute come una sola.

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