Redatto da Oltre la Linea.

Le piazze di tutto il mondo, gremite di giovani ambientalisti dell’ultima ora per il Friday For Future, più che aver segnato la vittoria di una gioventù sensibile alla salvaguardia della Terra, hanno sancito il trionfo del potere dei media.

La gran parte dei manifestanti accorsi a difendere la causa dell’icona mediatica Greta Thunberg aveva una conoscenza dei rischi ambientali a cui siamo sottoposti pari a zero (eccezione fatta per i “verdi” più veraci). Come testimoniato dalle telecamere de “Il Messaggero”, per alcuni partecipanti al raduno di Piazza Venezia a Roma il buco dell’ozono è una sorta di ircocervo e la definizione di “cambiamenti climatici” è un mistero.

Certo, si potrebbe dire che soltanto una minoranza di questi giovani non abbia una reale coscienza ecologista e che la gran parte di loro sia invece dotata di una consapevolezza forte delle cause e degli effetti connessi ai danni ambientali. Ma il timore è che i succitati ambientalisti dell’ultima ora non sappiano esprimersi che secondo frasi fatte trite e ritrite nella cornice di una manifestazione non dialettica. C’è da chiedersi contro chi precisamente si stesse manifestando.

Alcuni giovani hanno rivolto il loro sguardo bieco agli adulti, ovverosia contro questa categoria imprecisata rea di aver danneggiato l’ambiente (come se non ci fossero adulti pronti a battersi per questa causa). E fu così che si tornò al solito diagramma da manuale di apologetica perbenista: i buoni (giovani) contro i cattivi (gli adulti) in una dicotomia già riproposta in altre versioni.

Ma poi, c’è per caso qualcuno di così coraggioso da dichiarare urbi et orbi di essere a favore della distruzione della Terra? La difesa della causa contraria, nella sua generalità, è tanto ovvia da rendere folle chi non voglia appoggiarla. Non nego che, leggendo l’ultimo romanzo di Michel Houellebecq, il contributo avverso ad ogni eco-responsabilità del protagonista Florent Claude-Lobruste il quale tenta, nel suo piccolo, di distruggere il pianeta sabotando il sistema di raccolta differenziata, ha attirato la simpatia di chi vi scrive.

Ma un’allocuzione solenne a favore del danneggiamento dell’ambiente la si deve ancora sentire. Questo perché l’amore e il rispetto per la natura, sono questioni che si spendono, per la maggioranza delle persone, privatamente, nei gesti quotidiani. Non c’è bisogno di manifestare in piazza, poiché di quelle piazze presto non resterà nulla se non il vago ricordo di aver rinunciato ad una giornata scolastica.

Bisogna ammettere quel che si sosteneva all’inizio: l’unico trionfo, ancora una volta, è del potere dei media. In men che non si dica la sconosciutissima Greta Thunberg condita dalla supremazia mediatica, ha scatenato l’arrivo in piazza di una folta gioventù fedele al Video, Padre Onnipotente, creatore di tutte le cose visibili e invisibili.

(di Enrico Ildebrando Nadai)

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