Redatto da Oltre la Linea.

Dalla guerra di spie al Bloody Sunday

Nella Guerra d’Indipendenza Irlandese la violenza e gli omicidi erano all’ordine del giorno. La guerriglia condotta dall’ Irish Republican Army, meglio conosciuta come IRA, contro la presenza britannica nell’isola aveva provocato numerose vittime tra le forze di polizia britannica.  Il governo di Sua Maestà, trovatosi impreparato di fronte alla forza della rivolta irlandese, avrebbe reagito con estrema brutalità, inviando corpi speciali, i famigerati Black e Tans, e quindi causando la carneficina del Bloody Sunday del 21 novembre 1920 al Croke Park.

Guerra di Spie In Irlanda e il massacro del Bloody Sunday
Volontari dell’IRA agli inizi del ‘900.

Michael Collins aveva compreso, dopo il fallimento della Easter Rising, che per indebolire la rete di spionaggio inglese in Irlanda, sarebbe stato necessario addestrare uomini validi e devoti alla causa feniana. Questi avrebbero agito sotto la direzione di Collins stesso, il più segretamente possibile. Agendo contro obiettivi diversi, sia dell’intelligence che della polizia britannica, avrebbero garantito la sopravvivenza dell’Ira a Dublino e dintorni.

La Squad

Collins, che all’epoca ricopriva le cariche di ministro delle finanze oltre che capo dell’Intelligence Irlandese, mise in moto un meccanismo ben organizzato. Scelse infatti i migliori uomini che aveva a disposizione per crare una nuova, devota, unità. Nacque così la cd “Squad“, anche chiamata “Twelve Apostles“, I dodici Apostoli dal numero dei membri di tale Unità Speciale.

Guerra di Spie In Irlanda e il massacro del Bloody Sunday
Michael Collins

Gli originali ‘Twelve Apostles‘ furono: Mick McDonnell, Tom Keogh, Jimmy Slattery, Paddy Daly, Joe Leonard, Ben Barrett, Vincent Byrne, Sean Doyle, Paddy Griffin, Eddie Byrne, Mick Reilly e Jimmy Conroy.

A partire dalla fine di luglio del 1919 fino al novembre del 1920 vennero compiuti diversi omicidi da parte della Squad. Gli obiettivi furono diverse figure della Dublin Metropolitan Police, in particolare la divisione G. Molti bersagli facevano parte della malfamata ‘Cairo Gang‘, un gruppo dell’Intelligence Britannica arrivata in Irlanda con il compito di  annientare l’IRA.

Non si conosce con precisione l’origine del nome. Tra gli storici c’è chi reputa sia collegato alla precedente esperienza dei membri di tale gang in Medio Oriente durante la Prima Guerra Mondiale, e chi invece la collega al loro luogo di incontro a Dublino: il Cafe Cairo alla Grafton Street.

 

L’azione della Squad dei dodici apostoli

Nelle sue azioni la Squad si avvalse non solo dell’appoggio logistico di altre unità militari clandestine irlandesi, come per esempio della Typperary Flying Column, ma anche di informatori che erano a contatto con gli obiettivi predestinati, cosa che facilitò di molto il successo di queste operazioni.

A partire dalle ore 9.00 del 21 novembre 1920 la Squad effettuò 15 omicidi nel solo centro di Dublino, di fatto provocando uno sconvolgimento nella rete delle spie britanniche tale da lasciare il segno. La risposta britannica non si fece attendere.

Nel pomeriggio era in programma al Croke Park di Dublino una partita organizzata dalla Gaelic Athletic Association tra i club di Dublino e di Tipperary. Nonostante fossero trapelate le notizie degli omicidi avvenuti nella mattinata, questo sembrò non turbare il clima di festa allo stadio. Erano infatti accorse più di 5000 persone per vedere il match, che inizio con circa 30 minuti di ritardo, verso le 15.15.

Bloody Sunday al Corke Park

Nello stesso tempo le forze militari britanniche si stavano preparando ad entrare in azione.  Appena dieci minuti dopo il calcio d’inizio, verso le 15.25, all’arrivo della Royal Irish Constabulary e dei paramilitari della Auxiliary Division ebbe inizio la rappresaglia. Calciatori e spettatori vennero colpiti in maniera indiscriminata da colpi di revolver, fucili nonchè da una mitragliatrice di un tank dell’esercito britannico. Le vittime furono 14, la maggior parte spettatori ma anche un giocatore del Tipperary, Michael Hogan. A lui è ora dedicata una tribuna dello stesso Croke Park. Almeno sessanta i feriti.

Nella sera dello stesso giorno tre membri dell’IRA vennero torturati al Dublin Castle e poi uccisi, portando il numero di vittime della giornata a 36 totali.

Le stragi compiute dai corpi paramilitari britannici contro i civili e il massacro di Croke Park misero in luce tutta la ferocia dell’occupante inglese in terra irlandese e di fatto causando un duro colpo sia alla presenza militare quanto politica di sua Maestà, aumentando dall’altra parte il supporto all’IRA oltre che alla causa di indipendenza irlandese anche dall’esterno.

(di Lorenzo De Min)

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