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Un gruppo di circa 1666 impiegati di Google ha scritto alla società per chiedere che venga interrotta la fornitura di prodotti dell’azienda alle forze di polizia statunitensi. La lettera, visionata in esclusiva da TechCrunch, è indirizzata al ceo di Alphabet Sundar Pichai e, nelle ultime ore, sta ottenendo sempre più sottoscrizioni. “Siamo molto delusi nell’apprendere che Google continua ad avere rapporti commerciali con i dipartimenti di polizia nel paese anziché unirsi a milioni di persone che vogliono destituire o tagliare i fondi a queste istituzioni” hanno scritto i dipendenti. Google, infatti, ha pubblicizzato di aver reso disponibile alla polizia di Clarkstown, nello stato di New York – più volte segnalata per aver sorvegliato illegalmente gli attivisti di Black Lives Matter – la propria GSuite, che viene utilizzata per condividere informazioni e prove digitali tra gli agenti. Inoltre, figura tra i donatori della fondazione di polizia di Seattle e investe da tempo in startup che sviluppano l’intelligenza artificiale per conto delle forze dell’ordine.

La risposta di Google

Ancora non è chiaro in che modo la società di Mountain View risponderà ai propri dipendenti, ma un portavoce ha chiarito la posizione di Big G a TechCrunch dicendo che l’azienda “si sta impegnando in attività che combattono il razzismo sistemico nella nostra società e sta prendendo in considerazione i suggerimenti dei dipendenti per migliorare il nostro approccio alla questione”. Google ha sottolineato di essere stato il primo a non mettere in vendita software che premettessero il riconoscimento facciale e ne ha vietato da subito l’uso e la vendita per attività che riguardassero la sorveglianza. “Abbiamo delle policy di utilizzo molto chiare riguardo i nostri prodotto, come Gmail, GSuite e Google Cloud Platform, e proprio per questo continueremo a metterli a disposizione dei governi, autorità locali e dipartimenti di polizia”, ha concluso il portavoce.

Il ceo Pichai, dopo la morte di George Floyd, aveva scritto una mail ai dipendenti spiegando che Google si sarebbe impegnata in prima persona a favore delle comunità afroamericano, annunciando che avrebbe donato 12 milioni di dollari alle organizzazioni che si battono per l’uguaglianza etnica, e che avrebbe migliorato la rappresentanza delle minoranze etniche in azienda ai livelli apicali entro il 2025.

Tutti impegni che, però, per i dipendenti non sono abbastanza. Nella lettera si legge: “Vogliamo che Google adotti misure concrete per aiutare a smantellare il razzismo. Come società non è più sufficiente dire Black Lives Matter, dobbiamo mostrarlo quotidianamente nei nostri pensieri, nelle nostre parole e nelle nostre azioni”.

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