Mattia D’Angelo, 15 anni, e Giulio Gaetti, 16, sono due appassionati di tecnologia e fantascienza. Sul loro blog si presentano così: “Con i nostri progetti vogliamo dimostrare come, certe volte, noi ragazzi siamo più intraprendenti di alcuni adulti. Tentiamo, anche attraverso piccole invenzioni, di migliorare il mondo e di riportare valori perduti. Un mix tra datato e futuro, tra innovazione e riscoperta”.

All’ultima edizione di Maker Faire Roma, dall’11 al 13 dicembre in versione online per via del Covid-19, erano gli inventori più giovani, un po’ come i protagonisti del nuovo numero di Wired, ora in edicola, dedicato appunto ai talenti giovanissimi, alla Next Generation. Mattia e Giulio raccontano di essersi conosciuti “a una conferenza sulle onde gravitazionali, nel 2016 a Cerveteri”, ovvero la  città dove vive Giulio, mentre Matteo, che è di Roma, in quei giorni, era lì in vacanza. “Abbiamo cominciato a parlare di varie cose, fra cui Star Trek. Da allora sono rimasti in contatto via telefono, mail e messaggi, fino a che “il problema della distanza si è risolto con l’età”. Ovvero, Giulio poteva andare a Roma in treno o in autobus da Mattia, e viceversa.

I due ragazzi che hanno progettato un Tricorder stile Star Trek (e molte altre cose)

Nel 2019, l’idea di partecipare per la prima volta a Maker Faire con Rock’n’Nerd, “un progetto nato per condividere conoscenze e passioni, dalla tecnologia al cinema, dalla fisica all’elettronica”. Il nome nasce da un altro interesse comune: la musica. E  da lì, anche l’intuizione per un’altra invenzione: “Un amplificatore a valvole”, che, sostiene Giulio, “garantisce un livello di qualità del suono ottimale. E costa poco”. L’anno scorso dunque, a Maker Faire, hanno presentato un emulatore di retrogaming, “per videogiochi come, per esempio, Metal Slug. Non siamo particolarmente appassionati di videogame. Con l’eccezione di pochi. A Mindcraft siamo affezionati perché ci giocavamo da piccoli: diciamo che è il videogioco moderno più antico che c’è”.   

Quest’anno, invece, avrebbero dovuto presentare il loro Tricorder, ispirato alla serie (originale) Star Trek, ma il Covid li ha rallentati e il massimo che hanno potuto fare è stato raccontare il progetto ancora sulla carta. “Per mesi non ci siamo potuti vedere e lavorare insieme, in più alcuni componenti di cui avevamo bisogno non sono arrivati”, spiegano. Contano di realizzare il prototipo entro l’estate. “Sarà un dispositivo molto simile a quello che si vede nella serie, una scatoletta con all’interno i sensori: medici, per la misurazione della temperatura, della pressione e ossigenazione del sangue, e ambientali, per la rilevazione di gas nell’aria. E un barometro, e altro ancora. I dati raccolti dai sensori verranno resi in grafici tabelle. Insomma, il nostro Tricorder sarà un laboratorio portatile della dimensione di un tablet”.   

A Maker Faire 2020, al posto del Tricorder, hanno presentato una serra automatica. Un progetto di Mattia, al quale Giulio ha collaborato. “Il vaso è stato realizzato con una stampante 3D. Sotto c’è un serbatoio con una pompa che innaffia la pianta quando il sensore di umidità segnala che ce n’è bisogno. Sopra, un impianto di luci ultraviolette per attivare la fotosintesi clorofilliana, comandato da un altro sensore che capta la quantità di luce nell’ambiente, in modo da emulare il ciclo giorno-notte. Il tutto, governato da una scheda arduino”.

La serra è pensata per essere del tutto ecologica. “Avevamo in mente gli accordi di Parigi sul clima. Sono passati cinque anni e la situazione dell’ambiente continua a peggiorare”. Un altro progetto al quale stanno collaborando è un sistema automatizzato per la navigazione navale. Dice Mattia: “Fa subentrare il pilota automatico in caso di pericolo. Ci ispiriamo al mondo reale. In questo caso, per esempio, avevamo in mente il disastro della Costa Concordia”. Prende la parola Giulio: “Tante piccole gocce possono formare un lago, noi cerchiamo di fare la nostra parte”.

I due ragazzi che hanno progettato un Tricorder stile Star Trek (e molte altre cose)
Mattia D’Angelo

Mattia frequenta il secondo anno del liceo classico, Giulio il terzo dello scientifico. “Mi piace spaziare fra materie diverse”, dice il primo. “Il sogno di entrambi è una laurea in Fisica, però io sono un po’ masochista. Probabilmente, mi sono fatto del male a scegliere il classico, ma voglio una cultura più ampia possibile, dal greco antico alla tecnologia, dalle arti liberali, come le chiamavano i latini, a quelle scientifiche”.

Entrambi spaziano largamente anche in fatto di passioni. Tutte, però, accomunate da una sensibilità rétro. “Siamo un po’ antiquati. Spesso ci becchiamo le battutine dei nostri coetanei: modernizzatevi!”, dice Mattia. E Giulio aggiunge: “La musica, per esempio, la ascoltiamo in vinile. E ci piacciono soprattutto le band degli anni ’70, ’80 e ’90. I Pink Floyd in cima alla lista”.

Tra le serie, la preferita di entrambi ovviamente è Star Trek, ancor più di Star Trek Next Generation (il capitano James T. Kirk surclassa Jean-Luc Picard), e, a scendere, quelle più recenti. Star Wars, invece, “sta in fondo alla classifica. Ci piace, sfatiamo il mito che chi segue Star Trek non sopporta Star Wars, ma, per chi ama la scienza, non c’è paragone: Star Wars è più fantasy che fantascienza. Anche se, aggiunge Mattia, “so che ci sono startup che stanno lavorando alle spade laser”. Continua Giulio: “Detto questo, è più probabile che nel prossimo futuro avremo il teletrasporto piuttosto che le spade laser. Sai che bello, andare a scuola senza dover prendere l’autobus?”.

I due ragazzi che hanno progettato un Tricorder stile Star Trek (e molte altre cose)
Giulio Gaetti

Su letture e visioni, i gusti sono simili solo in parte. Entrambi amano la fantascienza (Isaac Asimov, tra gli altri), le serie come Divergent Hunger GamesMatrix, i film di Steven SpielbergHarry Potter: “Che, tra i più giovani, comincia invece a essere una delle saghe più detestate. Anche se non amare Harry Potter dovrebbe essere illegale”, scherza Mattia. Leggono su carta, “mai ebook”. La differenza è che Mattia ha anche gusti più classici: “Jane Austen, Hermann Hesse, i romanzi gotici, come Frankenstein e Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde.

I vostri genitori sono felici delle vostre invenzioni?, chiediamo. Ridono. “Be’, ci supportano e sopportano. Diciamo che le nostre passioni richiedono un mucchio di spazio-tempo-denaro”.

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