Collegamenti stradali dotati di cervello, in grado cioè di percepire i pericoli e segnalarli all’istante, battendo il più possibile sul tempo catastrofi e incidenti. È il sogno di tutti noi, ma in particolare di un team di ricercatori dell’università della Florida, oggi alle prese con lo sviluppo di reti di sensori per far parlare – in particolare – i ponti, le strutture più delicate, difficili da monitorare e, allo stesso tempo, più pericolose per il traffico e cruciali per la viabilità. Il ponte Morandi, purtroppo, docet.

In questo video, diffuso dalla National Science Foundation (che collabora al progetto), sono al lavoro mentre sperimentano l’efficacia di un sistema capace di captare l’impatto delle onde e tenere costantemente sott’occhio il livello dell’acqua – parametro importantissimo, data la zona, soprattutto in caso di uragani. Una tecnologia che sperano di poter estendere anche al controllo dei venti, di possibili sovratensioni e altre calamità.

(Credit: National Science Foundation)

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