Scegliere dieci gadget che possano rappresentare dieci innovazioni tecnologiche che hanno caratterizzato il decennio che si sta per chiudere non è affatto facile. Per questo motivo abbiamo puntato su quei dispositivi che sono riusciti a migliorare il modo di intendere e vivere la quotidianità.

Dagli smartphone ai computer, dalla domotica alla multimedialità, ecco la nostra decina, in fotogallery tutte le immagini.

Samsung Galaxy Note (2011)

Osservare nel 2019 il primo modello della fortunata famiglia di phablet del colosso coreano fa un effetto strano perché sembra che l’immagine sia stata ridimensionata in malo modo. Invece lo smartphone era proprio così, con una larghezza importante per offrirsi in commercio come un vero tablet tascabile.

Presentato in settembre a Ifa di Berlino, metteva sul piatto uno schermo per l’epoca davvero abbondante da 5,29 pollici hd super amoled, un prestante processore dual core da 1,4 GHz con 1 gb di ram e la connessione hspa+. Uno dei segreti del successo è stato il pennino S-Pen per scrivere, disegnare e agire sul touchscreen in modo comodo e naturale. Ha inaugurato la lunga stagione degli smartphone Xxl, portento in produttività e svago.

Chromebook (2011)

Con il progetto Chromebook, Google ha voluto dare una propria interpretazione al mondo dei notebook economici estendendo le potenzialità del browser di casa Chrome a un vero e proprio sistema operativo. Contraddistinti da un prezzo per tutte le tasche e da un hardware semplice, i Chromebook vivono connessi in rete spostando tutto sulle nuvole per alleggerire memorie e capacità computazionale. Sono diventati una scelta vincente soprattutto a livello scolastico.

Tante le società che hanno partecipato alla produzione come Acer, Samsung e Lg. Sono uscite anche versioni desktop come Chromebox del 2012 e all-in-one come Chromebase del 2014.

Microsoft Surface (2012)

Non è stato il primo 2-in-1 dato che già nel 2011 si erano visti alcuni modelli al Ces di Las Vegas da parte di Asus e Lenovo. Ma la proposta di Microsoft ha avuto il merito di rendere popolare una form-factor flessibile e ideale per passare dalla modalità tablet più votata alla multimedialità a quella notebook per la produttività.

Il primo Surface ufficializzato a Hollywood nel giugno 2012 metteva già le carte in tavola molto chiaramente: chiamarlo soltanto una tavoletta con tastiera aggancia-sgancia era riduttivo e scorretto, visto che si trattava di un prestante strumento adatto per tutti gli scopi con processori fino a Intel core di terza generazione, fino a 128 gb di memoria e uno schermo da 10,6 pollici full hd.

Raspberry Pi (2012)

Una piccola grande rivoluzione il Raspberry Pi che nascondeva tutto il necessaire per aprire ampi orizzonti agli smanettoni. Questa piastra di circuiti grande quanto una carta di credito, con supporto al sistema operativo Linux e piena compatibilità di collegamento con qualsivoglia periferica si poteva considerare a ragione un computer in potenza.

A bordo della prima generazione si trovavano infatti 256 mb di ram, un processore arm-11 da 700 MHz, due porte usb, una hdmi out e una ethernet, più un jack da 3,5 mm e una scheda grafica. Tutto molto bello, ma a cosa serve? Sulla carta, a tutto dato che si poteva considerare come un cervello da impiantare nei modi più svariati. Una vera manna per hobbisti, per imparare a programmare, per studenti e così via. Ecco dieci esempi (e altri dieci ancora) di cose fantastiche che si possono fare con Raspberry Pi.

Oculus Rift (2012)

Protagonista di una trionfale cavalcata nel crowdfunding e successivamente acquistato da Facebook, Oculus Rift ha riportato in auge la realtà virtuale con un’idea – quella del visore indossabile – vecchia di almeno due decenni, che però ha trovato finalmente terreno fertile con la tecnologia moderna.

Porta d’ingresso per mondi digitali, Rift si indossa piazzando il display a breve distanza dagli occhi per simulare un grande schermo e segue i movimenti del capo e del corpo per un’esperienza davvero immersiva. Grazie ai due controller impugnabili si può interagire con oggetti e funzionalità varie.

Dji Phantom 1 (2013)

Il decennio che si sta chiudendo sarà ricordato per l’esplosione dei droni non soltanto a livello militare, ma soprattutto a quello commerciale e privato con gadget dal costo paragonabile a quello di uno smartphone di alta fascia e con una manovrabilità che si impara a gestire in breve tempo.

Alfiere di Dji, diventata poi punto di riferimento del segmento, Phantom di prima generazione ha visto la luce nel 2013 raggiungendo un successo planetario grazie alla qualità messa sul piatto e alla semplicità d’uso in combinazione con lo smartphone che fa da controller.

Amazon Echo con Alexa (2014)

L’inizio di un’era con il primo Amazon Echo quella degli altoparlanti intelligenti per la casa in combinazione con gli assistenti virtuali. Al contempo, anche l’accensione di milioni e milioni di orecchie nelle abitazioni di tutto il globo con tanto di scandali che hanno riguardato – prima o dopo – tutti i colossi impegnati in questo settore.

Come cavallo di Troia, un cilindro discreto e quasi insospettabile con tutta la componentistica nascosta all’interno, un altoparlante tutt’attorno e una serie di microfoni a corredo. I prezzi popolari e varianti sempre più numerose hanno fatto il resto.

Apple Watch (2015)

Per anni è stato considerato una chimera, qualcosa di promesso così tanto che ormai quasi non ci si credeva più. Invece, Apple ha presentato davvero il suo primo orologio intelligente nel 2015 puntando su un design in perfetto stile Cupertino, un’interfaccia dedicata progettata da zero e strizzando l’occhio anche agli utenti più fashion con versioni speciali.

Nonostante il neo della batteria poco duratura e un prezzo non certo abbordabile, ha venduto a palate e ha definitivamente sdoganato gli smartwatch.

Apple Airpods (2016)

Come da tradizione Apple, gli Airpods non sono stati certo i primi del proprio genere, ma hanno avuto il merito di diventare i più venduti e hanno dettato trend e mode. Gli auricolari senza filipersi a tonnellate nelle metropolitane – sono diventati per moltissimi utenti il naturale prolungamento del proprio orecchio, hanno visto decine di cloni e sono stati aggiornati di recente con la versione Pro con più qualità in ascolto e un design simile a un asciugacapelli.

Nintendo Switch (2017)

Ancora una volta Nintendo ha puntato sull’originalità per portare un po’ di freschezza nel mondo videoludico. Lasciando la sfida muscolare ai colleghi di Microsoft e Sony con le varie generazioni di Xbox e Playstation, nel 2017 ha ufficializzato Nintendo Switch, perfetta unione tra una console casalinga e una portatile.

Design simile a un tablet, geniale idea dei due controller staccabili per passare dalla modalità davanti alla tv a quella in mobilità, Switch ha completato l’opera aprendo a numerosi titoli vintage che hanno scaldato il cuore dei nostalgici. E di recente è uscita anche una versione Lite.

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