Isolare il movimento di una singola zampa rispetto a tutte le altre oppure, al contrario, sincronizzare perfettamente l’ondata di movimento di tutte, nell’insieme, a seconda delle situazioni. Se avete mai osservato da vicino uno scarafaggio – nel caso, complimenti per lo spirito scientifico – avrete notato quanto queste piccole creature corazzate siano in grado di compiere azioni anche estremamente sofisticate pur di sfuggire, nascondersi e sopravvivere.

Un team della Georgia Tech ha appena sviluppato un modello teorico per insegnare anche a macchine costruite dall’essere umano – veri e propri robottini a (per ora) quattro zampe – a seguire questi schemi di comportamento. E lo ha fatto attraverso il metodo più snello e rapido di sempre, cioè seguendo la scia del movimento di ciascun arto degli insetti e trasformandola in una sorta di pista da seguire per quelli del robot. Un po’ complesso da immaginare? Guardate questo video e vi apparirà tutto più chiaro.

(Credit: Georgia Tech / Adam Karcz / Ben Brumfield / Sponberg / Neveln)

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