Dieci esemplari di polpo, molti mesi di studio, quasi 17mila dimostrazioni di abilità e flessibilità dei loro otto bracci: sono questi i “connotati” dello studio condotto dai ricercatori del  Marine Biological Laboratory dell’Università di Chicago, dove gli scienziati hanno osservato da vicino questi animali (nome scientifico: O. bimaculoides) per provare a comprendere tutto il loro potenziale nel movimento.

Da poco pubblicati su Scientific Reports, i filmati e i dati relativi a questi animali sono straordinari, e hanno stupito persino gli studiosi al lavoro. Ciascuno dei bracci ha dimostrato infatti una flessibilità e una libertà di movimento inaspettate, superando a pieni voti le sfide degli esercizi impiegati nei test.

Perché studiare così da vicino i polpi? Perché sono tra le creature che ispirano la soft robotics, la scienza dei robot morbidi: se riuscissimo a replicare in laboratorio estremità artificiali simili a quelle di questi animali, potremmo avere nuovi e più affidabili strumenti in medicina, così come nella gestione delle emergenze. Guarda il video per vedere perché.

(Credit video: Roger Hanlon Lab/Marine Biological Laboratory)

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