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Oltre 11 milioni. La campagna vaccinale italiana procede e al momento poco meno di un quinto della popolazione ha completato il ciclo vaccinale. Un numero destinato ad aumentare nelle settimane e mesi a venire, e che apre a nuove domande, non solo sul fronte epidemiologico e clinico – che destino avrà sulla diffusione del virus e quali impatti sulla popolazione? – ma anche su quello dei diritti, se vogliamo. Cosa sarà permesso alle persone vaccinate, come potranno comportarsi? Come cambiano (cambiano?) le regole per quarantene e mascherine? Qualche paese ha cominciato a prendere misure, ecco qualche esempio.

Italia

Il tema è quantomai attuale ed è stato già affrontato in alcune parti del mondo, con tentativi anche in Italia. Senza al momento produrre grandi risultati, in realtà. Qualche risposta in materia si trova infatti sul sito del ministero della Salute che chiarisce modalità di rilascio e utilizzo della certificazione verde, il green pass nostrano che regola gli spostamenti sul territorio nazionale e la partecipazione a cerimonie anche al chiuso. Se da una parte la certificazione verde consente così la libera circolazione, dall’altra non cambia in sostanza i comportamenti richiesti a chi si è vaccinato (o guarito), che deve comunque continuare a indossare le mascherine, rispettare il distanziamento fisico e igienizzare frequentemente le mani. Questo in virtù del fatto che vaccini o malattia non escludono il rischio di infezione, re-infezione e trasmissione del virus. La posizione, insomma, è quella della massima cautela.

Il caso Usa

Altrove, però, le cose sembrano essere un po’ diverse e si osservano maggiori libertà concesse alle persone vaccinate. È il caso degli Stati Uniti, dove però le libertà concesse ai vaccinati si riferiscono a coloro che abbiano completato il ciclo vaccinale, ovvero che abbiano ricevuto le due dosi (o una nel caso del vaccino di J&J). E per loro le cose cambiano, eccome, partendo dall’assunto che la vaccinazione completa riduce il rischio di infezione e abbassi quello di trasmissione del virus, spiegano gli americani Cdc (Centers for Disease Control and Prevention). Così i vaccinati possono, in assenza di sintomi, evitare test e quarantene in caso di esposizione a rischio (così come in Norvegia), e per viaggiare e possono rinunciare a mascherine e distanziamento in linea generale (salvo regole locali più restrittive). Il semaforo è verde praticamente per qualsiasi attività che si voglia svolgere: dalla camminata al parco, al ritrovo con amici, alle lezioni di coro, alla seduta da un parrucchiere.

Germania

Ma anche in Germania essere vaccinati significa acquisire un pochino più di libertà, in virtù sostanzialmente delle stesse premesse che valgano in Usa, ovvero del minor rischio di trasmettere l’infezione. Così, per esempio, chi è vaccinato (o guarito) non deve più sottostare a coprifuoco e non verrà conteggiato nel numero massimo di persone che è possibile incontrare in ambito privato e potrà evitare di sottoporsi alle richieste di test negativo quando necessarie. Niente quarantena inoltre per rientro in Germania (a meno che da aree considerate a rischio) e possibilità di fare sport non ci contatto più liberamente (non più da soli o con i familiari). Per il resto però stop: le misure preventive di base – igiene delle mani, mascherina e distanziamento – restano invariate.

Regno Unito e Canada

Diversa è la situazione nel Regno Unito che, a dispetto di una estesa campagna di vaccinazione, e pur riconoscendo che i vaccini, verosimilmente, possono aiutare a interrompere la trasmissione del virus non ci sono regole esclusive riservate alle persone vaccinate. Le regole sono piuttosto allentate e scandite, per tutti, dal piano di riapertura graduale, step by step. Al momento il Regno Unito, da metà maggio circa, si trova nella terza fase del piano, che prevede nuove aperture e un ulteriore allentamento di alcune misure di restrizione. Ma le persone vaccinate sono ancora tenute a rispettare tutte le misure utili a prevenire la trasmissione del virus, ribadiscono le autorità britanniche, in virtù del grado di incertezza dei vaccini nel bloccare la trasmissione del virus e dl fatto che, benché efficaci, non possono esserlo per tutte le persone. Anche il Canada ha previsto una sorta di programma di allentamento delle misure a step, legato alle stagioni e soprattutto alle coperture vaccinali. Per ora, e per l’estate, le autorità raccomandano ancora l’importanza di seguire le misure di distanziamento e di indossare la mascherina, che invece, almeno all’esterno potrà essere tolta per chi ha ricevuto almeno una dose di vaccino nel Corea del Sud.

Il parere dell’Ecdc

In materia di diritti, se vogliamo, delle persone vaccinate, si era espresso poche settimana fa anche l’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc), riconoscendo quanto già detto in materia di efficacia dei vaccini contro malattia e trasmissione e le disposizioni già prese da alcuni paesi in materia di quarantene per arrivo da altri paesi o qualche apertura nelle case di riposo. Così, scrivevano gli Ecdc, per esempio, tra persone completamente vaccinate distanziamento e mascherine sono misure che possono essere allentate, così come tra persone non vaccinate della stessa bolla e persone vaccinate (a meno che non siano presenti soggetti a rischio). Ma anche sui luoghi di lavoro gli screening potrebbero essere allentati in caso di bassa circolazione virale e in assenza di varianti capaci di sfuggire ala risposta immunitaria. La presenza di varianti, così come quella di sintomi di Covid-19 richiedono sempre di seguire tutte le raccomandazioni per ridurre il rischio, a partire da mascherina e distanziamento. Cui per ora non è possibile rinunciare, anche per i vaccinati, negli spazi pubblici e nei grandi raduni, o durante i viaggi, concludono dagli Ecdc.

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