I vaccini anti-Covid messi a punto dalla Cina sono poco efficaci e offrirebbero, quindi, una protezione contro le infezione sintomatiche della Covid-19 non molto elevata. A riferirlo durante una recente conferenza stampa nella città di Chengdu è stato Gao Fu, direttore del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie, che ha appunto ammesso che l’efficacia dei vaccini sviluppati dalle aziendenon è alta” e che si stanno valutando due possibili azioni per affrontare questo problema: la prima si focalizza sul dosaggio, ossia modificare il tempo tra la prima e la seconda dose oppure somministrarne una terza, mentre l’altra sarebbe quella di utilizzare un mix di vaccini che usano diverse tecnologie, in particolare quelli a mRna, per aumentarne l’efficacia.

In Cina, ricordiamo, al momento non è stato autorizzato l’uso di alcun vaccino straniero, mentre sono già stati acquistati da diversi Paesi centinaia di milioni di dosi dei vaccini cinesi, e su cui anche la Cina ha affidato la propria campagna di immunizzazione di massa (secondo quanto riportato da Gao, lo scorso 2 aprile, circa 34 milioni di persone in Cina hanno ricevuto entrambe le dosi dei vaccino e circa 65 milioni ne hanno ricevuta una). Più precisamente, oggi ci sono 5 vaccinazioni cinesi in uso, tra cui ricordiamo quelli messi a punto dalle aziende Sinovac BiontechSinopharm CanSino. L’efficacia dei vaccini varia da poco più del 50% al 79%, in base a quanto affermato dalle aziende farmaceutiche (per confronto, Pfizer e Moderna offrono una protezione superiore al 95%). Percentuali, tuttavia, che rientrano comunque nello standard dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che richiede che qualsiasi vaccino abbia un’efficacia superiore al 50% .

I vaccini prodotti da Sinovac e Sinopharm rappresentano la maggior parte dei vaccini cinesi distribuiti in diversi Paesi tra cui Messico, Turchia, Indonesia, Ungheria, Brasile e Turchia. Tuttavia, le società non hanno ancora pubblicato dati sottoposti a revisione paritaria sulla fase finale della ricerca sulla sperimentazione clinica e sono, quindi, oggetto di critiche da parte della comunità scientifica per la mancanza di trasparenza. Come vi avevamo raccontato, per esempio, il vaccino di Sinovac aveva sollevato preoccupazioni quando si è scoperto che aveva diversi tassi di efficacia nel proteggere dalle infezioni sintomatiche da ciascuno degli studi clini svolti in diversi paesi, con percentuali che variano dal 50,4%, quindi poco sopra la soglia dell’Oms, a oltre l‘83%. Al momento, tuttavia, le autorità sanitarie cinesi non hanno ancora stabilito alcuna modifica nella campagna vaccinale. “Risolveremo il problema che i vaccini attuali non hanno tassi di protezione molto elevati”, ha precisato Gao. “Stiamo ora valutando ufficialmente la possibilità di utilizzare diversi vaccini per il processo di immunizzazione”, aggiunge l’esperto elogiando i vantaggi dei vaccini a mRna, la tecnologia alla base dei due vaccini considerati i più efficaci, Pfizer-BioNtech e Moderna.

The post I vaccini anti-Covid cinesi funzionano poco (e lo dice la Cina stessa) appeared first on Wired.



Leggi l’articolo su wired.it