Redatto da Oltre la Linea.

L’ultima settimana di gennaio è stata un calvario per i terroristi di al Qaeda asserragliatisi nella regione di Idlib.  Da diversi giorni a questa parta l’esercito siriano sta attaccando pesantemente le posizioni di Hayat Tahrir al-Sham, ovvero il braccio siriano di al Qaeda e il Fronte di Liberazione nazionale siriano, sostenuto dalla Turchia, che non riescono a contenere gli assalti dei soldati di Assad. In questi scontri i “ribelli moderati” hanno perso diversi villaggi chiave per il controllo della zona e perso molti militanti.

Idlib sotto attacco

Il 27 gennaio l’esercito siriano, guidato dalle Tiger Forces, si è aperto una breccia nelle difese dei terroristi nella regione a sud-est della città di Idlib. Il 28 gennaio, sulla scia di questo successo, è stata liberata la città di Maarat al-Numan sulla strada dell’importante autostrada M5.

Nel frattempo, la 4 Divisione Corazzata e truppe volontarie iraniane hanno lanciato un’altra offensiva dalla regione a sud-est di Aleppo. Di conseguenza il 29 gennaio è stata liberata la città di Khan Tuman, affacciata sull’autostrada M5, e un alto numero di villaggi nella regione.

Idlib Siria

Il 30 gennaio, le truppe governative, partendo dalla città appena liberata di Maarat al-Numan, si sono mosse verso Saraqib, posta vicino l’incrocio fra l’autostrada M4 ed M5.

I ribelli moderati hanno tentato di contrattaccare sia nella regione di Aleppo che a sud-est. I terroristi hanno ricevuto ingenti rinforzi dalle forze d’occupazione filoturche a nord. Nonostante ciò, nono sono riusciti a ritardare o respingere l’avanzata siriana.

La situazione in Siria

Queste rapide avanzate sono dovute al supporto dell’aereonautica siriana e russa che bombardano incessantemente i covi dei terroristi. Secondo fonti islamiste, i bombardamenti alle postazioni fortificate, quartieri generali edepositi di munizioni sono oltre 200. A

Il ministro della difesa russo ha dichiarato che il 29 gennaio i militanti hanno perso 8 carri armati, 15 veicoli blindati e 49 veicoli armati con armi di grande calibro. Un numero forse esagerato, soprattutto visto che non sono state riportate prove visive.

Le operazioni militari siriane hanno causato una reazione negativa da parte di Turchia e USA, che hanno rinnovato il loro appoggio ai terroristi “moderati” asserragliatisi nella sacca di Idlib.

Purtuttavia, sembra che non hanno agenti o forze direttamente coinvolte visto che le forze terroristiche stanno capitolando senza troppa resistenza. Fonti non ufficiali sostengono che le operazioni umanitarie nella regione potranno partire solo dopo che i siriani avranno riconquistato le autostrade M4 ed M5.

(Traduzione da Southfront ad opera di Alessandro Venier)

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